Ex, ridammi l’anello… A norma di legge il diritto lo consente

di Dini Casali
Pubblicato il 8 aprile 2019 11:12 | Ultimo aggiornamento: 8 aprile 2019 13:19
Ex, ridammi l'anello... A norma di legge il diritto lo consente

Ex, ridammi l’anello… A norma di legge il diritto lo consente

ROMA – L’anello di fidanzamento regalato come pegno d’amore va restituito quando di quell’amore non si sa più che farsene? Il quesito è scabroso, divide e polarizza come ormai tutto di questi tempi: c’è chi invoca le regole del galateo, chi fa appello al buon senso e chi alla buona educazione, chi ne fa una questione di stile personale, chi di dignità minima, chi si limita a fare due conti.

E’ cioè un’approfittatrice la donna che finisce per disdegnare l’offerta amorosa ma non molla il brilloccolo, o è un “pezzente” l’uomo che prima si mostra generoso ma poi pretende la restituzione nemmeno l’anello fosse una polizza assicurativa? 

I “dipende” (dal valore dell’anello, se è un cimelio di famiglia, da come è finita la storia, da chi ha lasciato chi ecc…) si sprecano, specie sui social come successo con l’innocente domanda su Facebook da parte del conduttore tv e giornalista Gianluigi Nuzzi che ha ricevuto valanghe di commenti nemmeno avesse postato uno dei suoi scoop sui misteri del Vaticano. In soccorso per sciogliere il rovello c’è però pur sempre la legge, il codice civile. 

“L’articolo 80 del Codice Civile – spiega al Corriere della Sera l’avvocato esperto di diritto di famiglia Cristina Proto – dice che il ‘promittente’ può domandare la restituzione dei doni fatti a causa della promessa di matrimonio. Vale anche se a cambiare idea è lui e c’è un anno di tempo dal giorno in cui si ha notizia del rifiuto”. Chiaro no? Sarà un po’ “cafone”, ma la legge lo consente. 

Certo, in un mondo ideale, alla volontà di rompere una relazione sarebbe elegante accompagnare il gesto di restituire l’anello che suggellava il legame, permettendo così al sedotto e abbandonato di mostrarsi superiore e rifiutare a sua volta. Poi via al compro-oro a monetizzare il pegno d’amor perduto… (fonte Corriere della Sera)