Expo: il fruscio delle mazzette nell’audio delle intercettazioni

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 Maggio 2014 6:29 | Ultimo aggiornamento: 13 Maggio 2014 0:45
Expo: il fruscio delle mazzette nell'audio delle intercettazioni

Il video della presunta mazzetta tra Cattozzo e Maltauro

MILANO – Si sente anche il fruscio del ”conteggio delle banconote” di una presunta tangente da 50mila euro nelle intercettazioni agli atti dell’inchiesta su presunti appalti pilotati e sospette mazzette legate a lavori per l’Expo, per Sogin e per la sanità lombarda. Inchiesta che giovedì scorso ha portato in carcere l’ex parlamentare Dc Gianstefano Frigerio, l’ex funzionario del Pci Primo Greganti, l’ex senatore Fi-Pdl Luigi Grillo, l’ex esponente ligure Udc Sergio Cattozzo, il manager di Expo Angelo Paris e l’imprenditore vicentino Enrico Maltauro.

E’ quanto riportato nella richiesta di custodia cautelare firmata dai pm di Milano Claudio Gittardi e Antonio D’Alessio, nella quale si legge che: il 18 dicembre 2012, Cattozzo, nella sede del centro culturale Tommaso Moro, ritenuto la base operativa della ”cupola degli appalti”, subito dopo l’uscita di Maltauro

”consegna a Frigerio una somma di denaro pari a 50mila euro, circostanza che emerge dai suoni registrati e dal contestuale conteggio delle banconote”.

Cattozzo, come dimostrano le intercettazioni, inizia a contare le banconote ”tre, quattro, cinque, sei, sette”, mentre la Gdf annota:

‘Si sente il rumore di carte che scorrono tra le mani’‘.

E lui va avanti:

”Undici, dodici, tredici, quattordici, quindici, sedici, diciassette, diciotto, diciannove, venti, ventuno, ventidue, ventitre, ventiquattro, venticinque […] ventinove, trenta, trentuno, trentadue, trentatre, trentaquattro e trentacinque … sessantancinque”.

Nel dialogo intercettato i due parlano anche di una somma che, si legge ancora negli atti:

”Verrà portata il giovedì successivo […] a una persona chiamata Gigi da identificarsi in Grillo”. “Alla fine programmano per le ulteriori consegne di denaro [relative a un appalto della Sogin] il possibile utilizzo di una cassetta di sicurezza in Svizzera e precisamente a Lugano”.

L’incontro con la consegna della presunta mazzetta è testimoniato anche dai fotogrammi allegati alla richiesta di arresto, nei quali compaiono Cattozzo e l’imprenditore Maltauro, che entrano e poi escono dalla sede dell’associazione.