Fascismo e nazismo (maglie, simboli, scritte) vietati allo stadio: sentenza della Cassazione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 settembre 2013 17:37 | Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2013 17:42
Fascismo e nazismo (maglie, simboli, scritte) non entrano allo stadio: sentenza della Cassazione

Fascismo e nazismo (maglie, simboli, scritte) non entrano allo stadio: sentenza della Cassazione (LaPresse)

ROMA – Maglie con scritte fasciste e naziste non devono entrare negli stadi e nei palazzetti dello sport. Lo ha stabilito una sentenza della Cassazione, che vieta magliette, scritte e simboli inneggianti al regime fascista perché violano la legge Mancino, la 205 del 25 giugno 1993, recante “Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa”.

Sentenza che conferma la condanna inflitta dalla Corte d’Appello di Trento a un trentunenne tifoso di hockey per “aver fatto uso di simboli delle organizzazioni nazionaliste, indossando in occasione di un incontro sportivo di hockey una maglietta con l’immagine di Benito Mussolini e riproducente scritte proprie dell’ideologia fascista”.

Il tifoso era stato condannato in primo grado a due mesi di arresto, per violazione della Legge Mancino. Pena poi commutata in appello in 2.280 euro di ammenda.

L’imputato aveva poi fatto ricorso in Cassazione con queste motivazioni:

«indossare una maglietta o altro capo di abbigliamento richiamante motti, scritte o simbologia del partito fascista non può in sé integrare le fattispecie di reato» previste dalla legge. Inoltre, il 31enne si era difeso spiegando che non aveva «alcuna intenzione di discriminare e offendere l’altrui dignità».

La Cassazione respinto il ricorso, perché

«il reato sussiste per il solo fatto che taluno acceda ai luoghi di svolgimento di manifestazioni agonistiche recando con sè emblemi o simboli di associazioni o gruppi razzisti e simili, nulla rilevando che a tali gruppi o associazioni egli non sia iscritto». Correttamente, conclude la Cassazione, i giudici di secondo grado hanno «dato atto che l’essersi presentato esibendo la maglietta con le scritte e i simboli inneggianti al regime fascista e ai valori dell’ideologia fascista nel contesto dello specifico incontro sportivo di hockey svoltosi in Alto Adige, notoriamente caratterizzato da contrasti delle opposte tifoserie, integra la condotta di uso di simboli propri delle organizzazioni nazionaliste e i comportamenti vietati e sanzionati dalla legge».