Fase 2: dal 18 maggio ok visite amici, negozi e seconde case (nella stessa Regione)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Maggio 2020 8:59 | Ultimo aggiornamento: 13 Maggio 2020 8:59
Fase 2: dal 18 maggio ok visite amici, negozi e seconde case (nella stessa Regione)

Fase 2, dal 18 maggio ulteriore apertura (Ansa)

ROMA – Da lunedì 18 maggio potremo probabilmente ricominciare ad andare a pranzo o a cena fuori con gli amici, seppur distanziati.

E potremo tornare nelle seconde case, purché siano nella regione di residenza.

Spostamenti tra Regioni a giugno

Dopo oltre due mesi di assenza di vita sociale e in vista dell’apertura di bar, ristoranti e negozi prevista per il 18 maggio, il governo potrebbe cancellare altri divieti imposti con il lockdown.

Un ulteriore passo verso una parvenza di normalità, che non sarà in ogni caso più quella di prima visto che resteranno e a lungo il distanziamento sociale e il divieto di assembramento, mentre per muoversi tra le diverse Regioni bisognerà attendere l’inizio di giugno.

Visite e spostamenti, non solo congiunti

L’ipotesi è sul tavolo del governo: dal nuovo Dpcm, che dovrebbe arrivare venerdì, potrebbe infatti sparire sia il vincolo che consente gli spostamenti solo per far visita ai congiunti, oltre che per motivi di necessità, lavoro e salute, sia il divieto di andare nelle seconde case, dove oggi è possibile recarsi solo se vi abita un congiunto o se ci sono dei lavori indifferibili da fare.

Ma una decisione definitiva non è ancora stata presa, soprattutto per quanto riguarda il vincolo dei congiunti.

L’eliminazione della misura, evidentemente, consentirebbe anche agli amici di incontrarsi, nelle abitazioni ma anche in bar e ristoranti.

E su questo la discussione è ancora aperta con alcuni ministri e parte della maggioranza che spingerebbero affinché il vincolo rimanga e altri, come Italia Viva, che invece chiede esplicitamente la fine “della stagione dell’autocertificazione” e delle limitazioni delle libertà.

Ma a decidere resta il responso dei dati dal 4 maggio

Ma a condizionare le scelte saranno anche i numeri e i 21 criteri definiti dal ministero della Sanità per individuare l’indice di rischio di ciascuna regione.

E in attesa dei dati relativi all’andamento della curva dei contagi a partire dal 4 maggio, giorno dell’allentamento delle misure, un per ora piccolo campanello d’allarme arriva dal bollettino quotidiano della Protezione Civile.

Le terapie intensive continuano a scendere, così come il numero degli attualmente positivi, e quello delle vittime si mantiene stabile e per il quarto giorno consecutivo è sotto le duecento.

Curva contagi, campanello d’allarme in Lombardia 

Ma dopo giorni in calo è tornato a salire l’incremento giornaliero dei casi totali: 1.402 contro i 744 di ieri.

E’ vero che nel totale sono compresi 419 casi riconteggiati dalla Lombardia e riferiti alle settimane precedenti.

Però è anche vero che senza quelli c’è comunque un aumento di 239 casi a livello nazionale.

Inoltre, la Lombardia fa segnare in incremento di 614 casi, quasi il doppio rispetto a ieri e quasi la metà del totale italiano. (fonte Ansa)