“Federico Motka torna in Italia dalla Siria”: Renzi lo annuncia su Twitter

di Lorenzo Trombetta (Ansa)
Pubblicato il 27 Maggio 2014 1:57 | Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2014 1:57
"Federico Motka torna in Italia dalla Siria": Renzi lo annuncia su Twitter

“Federico Motka torna in Italia dalla Siria”: Renzi lo annuncia su Twitter

BEIRUT – “Ho appena comunicato a Giovanna Motka che suo figlio Federico, sequestrato da oltre un anno, sta rientrando e sarà in Italia domani (27 maggio,ndr)”. Il premier Matteo Renzi ha annunciato così, con un tweet dall’hashtag #acasa, la liberazione di Federico Motka, il cooperante italiano rapito in Siria nel marzo del 2013 e rimasto per oltre un anno nella mani di banditi nel nord-ovest del paese.

Ora Motka, sequestrato nei pressi del confine siro-turco, è finalmente libero, grazie, come ha sottolineato il ministro degli esteri Federica Mogherini ad un “lavoro silenzioso”, condotto dai servizi di informazione e dall’Unità di crisi della Farnesina che, fin dall’inizio della vicenda, aveva invitato i media a mantenere il silenzio stampa, osservato rigidamente dai familiari e dai colleghi di Motka.

Anche sulla dinamica del seguestro sono poche le informazioni. Quello che si sa con certezza è che Federico era stato rapito da uomini armati nei pressi di Atmeh, uno dei campi profughi di siriani in fuga dalla repressione del regime di Damasco nella martoriata regione nord-occidentale di Idlib, solidale con la rivolta scoppiata nel 2011 e trasformatasi poi in conflitto intestino con dimensioni regionali e internazionali.

Ad Atmeh Motka si trovava come coordinatore di interventi umanitari per conto dell’organizzazione non governativa francese Acted. In precedenza, aveva lavorato in altri territori di guerra e ad alto rischio, come l’Afghanistan. Secondo informazioni diffuse in forma confidenziale al momento della sua scomparsa, Motka era stato rapito assieme a un cooperante francese, ma su questo oggi non si hanno conferme.

Con la liberazione di Federico Motka, l’unico italiano scomparso in Siria e sulle cui sorti non si hanno notizie certe rimane Paolo Dall’Oglio, il gesuita italiano fatto prigioniero da miliziani qaedisti nel nord del Paese lo scorso 29 luglio.

Sono ancora quattro invece gli italiani rapiti in altri paesi del mondo. Si tratta del cooperante palermitano Giovanni Lo Porto, sequestrato in Pakistan il 19 gennaio 2012 insieme a un collega tedesco, del tecnico Gianluca Salviato, 48 anni, rapito nel marzo scorso nella Cirenaica e dei due sacerdoti vicentini Giampaolo Marta e Gianantonio Allegri, sequestrati ad aprile in Cameron.