Finanziere picchia poliziotti che lo hanno fermato: “Mi hanno detto che sono un controllore di scontrini”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Settembre 2020 10:13 | Ultimo aggiornamento: 15 Settembre 2020 12:26
Finanziere picchia poliziotti che lo hanno fermato

Finanziere picchia poliziotti che lo hanno fermato: “Mi hanno detto che sono un controllore di scontrini” (foto ANSA)

Un militare della Guardia di Finanza è stato arrestato dopo aver preso a calci, pugni e morsi due squadre della polizia perché non voleva consegnare i documenti. 

Un finanziere che lavora alla segreteria di Palazzo Chigi, è stato arrestato domenica sera dopo aver preso a calci, pugni e morsi alcuni poliziotti.

Come racconta il Messaggero, il finanziere è stato fermato dopo aver imboccato lo svincolo del Grande Raccordo Anulare per la Bufalotta e aver fatto un’inversione a U.

Quattro agenti della polizia lo hanno fermato e gli hanno chiesto i documenti.

Il miliare, un 40enne, però, di tutta risposta, si è rifiutato: “Sono un collega, tutto a posto”.

A quel punto i poliziotti gli hanno chiesto lo stesso di farsi identificare. 

Una richiesta che ha fatto letteralmente andare fuori di testa il finanziere.

L’aggressione del finanziere

Dopo una serie di insulti ha preso il portafogli e, senza consegnarlo, ha mostrato il tesserino di servizio.

Non contento è sceso dall’auto prendendo a morsi uno degli agenti. Poi calci e pugni agli altri.

“Per contenerlo lo abbiamo dovuto ammanettare”, ha raccontato un agente di polizia davanti al giudice.

Il finanziere affetto da bipolarismo

L’arresto del finanziere è stato convalidato seppur quest’ultimo, davanti al giudice, si è difeso sostenendo che non era vero nulla.

“Sono stato maltrattato. Mi hanno puntato un faro in faccia e provocato, mi hanno detto: tu collega? Al massimo sei un controllore di scontrini”.

Inoltre avrebbe dichiarato di essere affetto da bipolarismo.

“Al Corpo ho taciuto, mi è stato consigliato così, ma mi curo. A causa del mio disturbo vado in difensiva”.

E ha continuato a smentire quanto dichiarato dai poliziotti: “Mi hanno scarrellato la pistola addosso, impedito di parlare con l’avvocato e poi lasciato senza medicine”.

Gli agenti invece sostengono che avrebbe detto altro.

“Sono un finanziere, siamo colleghi. Non vi basta? Provocate? Sono anche figlio di un alto dirigente. La vostra carriera è finita. Volete finire a Crotone? Volete che vi faccio fuori?”.

Un agente, in aula, ha riferito di essersi sentito dire pure “Vi ammazzo”.

La sera dell’aggressione il pm ne ha ordinato l’arresto, mentre il pm d’aula non ha chiesto misure cautelari per il 40enne.

L’uomo è quindi tornato a casa dopo una notte in cella, ma la sentenza delle prossime settimane stabilirà quanto il disturbo bipolare abbia inciso sulla sua reazione. (fonte IL MESSAGGERO)