Giallo ad Aosta: ossa umane in un’area militare

di redazione Blitz
Pubblicato il 12 gennaio 2018 21:04 | Ultimo aggiornamento: 12 gennaio 2018 21:04
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Giallo ad Aosta: ossa umane in un’area militare (Foto Ansa)

AOSTA – Giallo ad Aosta: alcune ossa umane sono state ritrovate in un’area addestrativa dell’Esercito italiano. Si tratta di un cranio, un femore e altri resti completamente scarnificati, che erano in un anfratto di roccia, tra lingue di neve, arbusti e fogliame. Vicino, solo qualche lembo di tessuto e una borsa, su cui sono in corso accertamenti.

Gli investigatori al momento non possono escludere alcuna ipotesi, dall’incidente al decesso per cause naturali, dal suicidio all’omicidio. In attesa delle analisi medico-legali, l’unica certezza è che quelli trovati non sono reperti recenti: si tratterebbe di un uomo, morto in un periodo compreso tra diversi mesi e alcuni anni fa.

Sono le 12 di giovedì 11: nell’area di Saumont, sulla prima collina di Aosta, è in corso un’esercitazione del Centro addestramento alpino. Un giovane militare fa la macabra scoperta, e avvisa immediatamente il suo comandante. Sul posto arrivano i carabinieri del Reparto operativo, guidati dal tenente colonnello Maurizio Pinardi. Quindi il procuratore capo di Aosta, Paolo Fortuna, e il sostituto Luca Ceccanti, che ha aperto un fascicolo per il momento senza indagati.

Viene chiamato anche il medico legale Mirella Gherardi. Bisogna stabilire il sesso, accertare la data e la causa della morte. Le ossa sono a una cinquantina di metri dall’ingresso della zona militare e dall’area di maggior passaggio. In un riparo ai piedi della parete rocciosa, che segna un confine naturale con la frazione residenziale di Porossan. Sul versante opposto, a ovest, c’è il torrente Buthier.

L’area è in fondo a una strada comunale che in poco più di un chilometro costeggia un parco giochi, un impianto idroelettrico, dei terreni agricoli e il vicino poligono di tiro. Vietata ai veicoli a quattro ruote, la zona militare di giorno è frequentata da chi porta il cane a passeggio e da appassionati di corsa e ciclismo.

Ma di sera diventa un luogo senza illuminazione, praticamente deserto. Lontano da occhi indiscreti, ad appena cinque minuti di auto dal centro di Aosta. Qualcuno può avere portato lì quelle ossa? Non è da escludere: la morte, viste le condizioni dei resti, è avvenuta diverso tempo fa. Le ossa quindi avrebbero potuto essere state già notate.

Però, prima delle grandi nevicate di dicembre, quell’anfratto era nascosto da una fitta vegetazione, ‘schiacciata’ poi dal peso della coltre bianca. Da lunedì, poi, la pioggia ha spazzato via gran parte di quei cumuli di neve. La domanda principale resta una: di chi sono quei resti?