Giuliano Ibrahim Delnevo sposato con una marocchina “niqabbata”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Giugno 2013 19:53 | Ultimo aggiornamento: 18 Giugno 2013 20:17
Giuliano Ibrahim Delnevo lasciò l'università per la fede. Reclutato in Marocco?

Giuliano Ibrahim Delnevo lasciò l’università per la fede. Reclutato in Marocco? (Foto Ansa)

GENOVA – Giuliano Ibrahim Delnevo studiava storia, poi ha lasciato l’università per dedicarsi anima e corpo alla fede. Che l’ha portato ad andare in Siria a combattere coi ribelli. Siria che è stata la sua tomba.

Giuliano era sposato da qualche anno con una ragazza marocchina. I due si erano uniti in matrimonio secondo il rito islamico a Casablanca. Secondo quanto appreso la ragazza, che lo stesso Delnevo su Facebook definisce ‘niqabbata’, fornita di niqab (il tradizionale velo islamico), sarebbe figlia di musulmani integralisti

Giuliano aveva studiato in un istituto superiore genovese e poi si era iscritto all’università, come tanti ragazzi della sua età.

Il ragazzo, figlio di genitori separati, un fratello, viveva con la madre, Eva Guerriero, insegnante di francese. Il padre, anche lui insegnante, viveva invece con l’altro figlio, Martino.

Chi lo ha conosciuto dipinge Ibrahim come ”solitario, ma molto gentile e educato”. Negli ultimi mesi a Genova ”si era fatto crescere la barba e si vestiva – dicono alcuni commercianti dei vicoli, dove il ragazzo viveva con la madre – con una lunga tunica e un cappellino bianco”.

Giuliano potrebbe essersi convertito e esser stato reclutato in Marocco dove si recava spesso. L’Ansa non esclude che il ragazzo possa essere stato contattato attraverso il network jihadista Sharia4, una rete internazionale che forma alla ‘street dawa‘, la predicazione di strada anche attraverso internet il cui ideatore, un marocchino di 21 anni, e’ stato arrestato a Brescia dalla Digos qualche tempo fa e per il quale sono stati ipotizzati i reati di addestramento con finalita’ di terrorismo internazionale e di incitamento alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali, etnici e religiosi.