Grand Hotel Plaza, tassa di soggiorno incassata ma non versata? Il proprietario è il “suocero” di Conte

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 giugno 2018 10:43 | Ultimo aggiornamento: 29 giugno 2018 10:43
Grand Hotel Plaza di Roma, tassa di soggiorno incassata ma non versata? Il proprietario è il "suocero" di Conte

Grand Hotel Plaza, tassa di soggiorno incassata ma non versata? Il proprietario è il “suocero” di Conte (foto Ansa)

ROMA – L’accusa per il proprietario del Grand Hotel Plaza, uno dei più esclusivi di Roma [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play], è di aver intascato la tassa di soggiorno destinata al Comune. Il proprietario è Cesare Paladino: una delle sue due figlie, Olivia, è la fidanzata del premier Giuseppe Conte.

Secondo le accuse che emergono dalle indagini della Polizia municipale (citate dall’Ansa ma anche dai giornali, vedi Repubblica e Il Fatto Quotidiano) dal 2014 al 2018 la suddetta tassa di soggiorno non sarebbe stata versata nelle casse del Comune di Roma.

Per questo il gip capitolino Giovanni Giorgianni, su richiesta della Procura, ha proceduto al sequestro preventivo di 2 milioni di euro nei confronti di Cesare Paladino, amministratore unico della società che gestisce il Grand Hotel Plaza, struttura a quattro stelle nella centralissima via del Corso. L’imprenditore è accusato di peculato.

Secondo quanto riferiscono gli uomini della polizia municipale, coordinati dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal sostituto Alberto Pioletti, l’imprenditore si sarebbe illecitamente appropriato di oltre 300 mila euro per l’anno 2014, di oltre un milione e 500mila euro per gli anni 2015, 2016 e 2017 e di circa 88 mila euro per l’anno in corso per un totale di oltre due milioni di euro. La tassa di soggiorno è stata codificata nel 2010 e prevede un contributo a carico di chi alloggia nelle strutture alberghiere della Capitale da applicare secondo criteri di gradualità.