Insulti su Facebook, si rischia il carcere. Lo ha deciso la Cassazione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Maggio 2015 15:45 | Ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2015 15:45
Insulti su Facebook, si rischia il carcere. Lo ha deciso la Cassazione

Insulti su Facebook, si rischia il carcere. Lo ha deciso la Cassazione

ROMA – Chi insulta un’altra persona utilizzando Facebook rischia il carcere. A deciderlo è la Cassazione intervenuta al termine di una causa di separazione. L’ex marito aveva infatti utilizzato il social per insultare l’ex moglie: ne era nato un processo per diffamazione con rimpallo tra giudice di pace che applica soltanto sanzioni pecuniarie e tribunale che invece può decidere di infliggere il carcere che in caso di diffamazione aggravata ha una pena che varia dai 6 mesi ai tre anni di carcere.

Il processo, all’inizio era cominciato davanti al giudice di pace di Roma, che ha dichiarato la sua incompetenza ritenendo la diffamazione su Facebook aggravata dal mezzo della pubblicità e quindi di competenza del tribunale. Ma qui il collegio ha accolto le argomentazioni dell’avvocato dell’ex marito  stabilendo che Facebook non può essere paragonato a un blog o a un quotidiano online, visionabile da chiunque sulla rete, e che pertanto la competenza è del giudice di pace.

Gli atti sono stati così trasmessi alla Corte Suprema che dopo una lunga camera di consiglio ha deciso, in via definitiva, che la diffamazione su Facebook deve essere considerata aggravata dal mezzo della pubblicità e che pertanto la pena da applicare può essere il carcere. “È una sentenza che non condivido – commenta Gianluca Arrighi, l’avvocato dell’ex marito – ma che ovviamente rispetto. Rimane il dubbio che nei processi per reati commessi su internet sfuggano ancora, talvolta, le reali dinamiche della rete. Soltanto quando leggeremo le motivazioni sapremo qual è stato il percorso logico giuridico seguito dalla Cassazione”.