Lecce. Pm all’avvocatessa: vieni a letto con me e ti faccio vincere il processo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 dicembre 2018 11:36 | Ultimo aggiornamento: 7 dicembre 2018 11:36
Lecce. Pm all'avvocatessa: vieni a letto con me e ti faccio vincere il processo

Lecce. Pm all’avvocatessa: vieni a letto con me e ti faccio vincere il processo

LECCE – Vieni a letto con me e ti faccio vincere il processo. Questo il “patto” consolidato tra il pm e l’avvocatessa. Ma anche soggiorni vip con annesse battute di caccia, sesso appunto, poi uno sconto fantastico per comprare la barca, anche agevolazioni per “saltare la fila” in occasione di visite mediche… Questi, secondo l’accusa, sarebbero i favori ricevuti dal pubblico ministero di Lecce, finito in carcere giovedì per decisione del gip di Potenza. Oltre al pm, in carcere è finito anche un dirigente dell’Asl di Lecce. Inoltre il gip ha disposto gli arresti domiciliari per quattro persone: altri tre dirigenti della stessa Asl e l’avvocatessa dei presunti favori sessuali. 

Proprio per quanto riguarda le contestazioni di favori in cambio di sesso, dalle indagini viene fuori che il pm avrebbe stretto un rapporto “correttivo, consolidato e duraturo” con l’avvocatessa e che in numerose occasioni avrebbe pilotato procedimenti in cui gli indagati erano assistiti dalla stessa avvocatessa, ottenendo in cambio prestazioni sessuali.

Tutto è cominciato con una segnalazione della Procura di Lecce a quella di Potenza, competente ad indagare sui reati commessi dai colleghi salentini. L’argomento? Un provvedimento di dissequestro della piscina del pm, “con successiva archiviazione della notizia di reato”. In cambio il pm ha ottenuto “un soggiorno per annesse battute di caccia”. Così il gip di Potenza ha sequestrato la piscina insieme a una barca di 12 metri e a 18 mila euro del pubblico ministero, “in quanto profitto del reato di corruzione”. Ma proprio da quella vicenda sono partite le indagini che, in circa quattro mesi, hanno fatto emergere l'”ampio spettro di delitti commessi con abusi e vendita delle proprie funzioni da parte del magistrato”. Il pm, “con modalità continue e stabili”, sarebbe stato protagonista di “ulteriori episodi di corruzione in atti giudiziari, induzione a dare o promettere utilità a pubblico ufficiale e abuso di ufficio”.