Lecco, “non assumiamo indiani finché non liberate i marò”

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 Dicembre 2015 10:55 | Ultimo aggiornamento: 7 Dicembre 2015 10:55
Lecco, "non assumiamo indiani finché non liberate i marò"

I due marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre (Foto Lapresse)

LECCO – “Questa azienda non assumerà personale di nazionalità indiana finché i nostri soldati non verranno liberati”: è il messaggio comparso sulla vetrina di un’agenzia di collocamento di Lecco. I soldati a cui si riferisce sono i due fucilieri della Marina italiana Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, accusati in India dell’omicidio dei due pescatori avvenuto il 15 febbraio del 2012 al largo delle coste di Cochin, in Kerala.

Il caso dei due marò è molto sentito in Italia, dove diversi manifesti sono stati appesi sulle facciate dei Comuni e anche intorno alle sinagoghe, come quella di Roma, per auspicare la liberazione di Girone, ancora costretto nell’ambasciata italiana a Delhi, mentre Latorre è tornato in Italia in seguito ad un malore.

A Lecco, poi, non è la prima volta che vengono prese misure per difendere i due militari italiani. L’anno scorso l’allora presidente della Provincia Daniele Nava respinse la richiesta di una casa di produzione dell’industria cinematografica indiana di Bollywood di ambientare a Villa Monastero di Varenna alcune scene di un nuovo film proprio per via del caso-Marò.

Scrive Lecco News:

“Al di là dell’auspicio per il ritorno in patria dei due marò, ciò che desta stupore è altro. Che un’azienda si rifiuti di assumere personale di una specifica nazionalità appare infatti un atto di discriminazione razziale. In contrasto con la legge, come confermato da un avvocato interpellato nell’occasione; a lato della dubbia opportunità di una provocazione di questo genere, in tempi “delicati” come quelli che corrono”.