Macerata, corteo antirazzista si chiude senza incidenti. Ma quei cori sulle Foibe…

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 febbraio 2018 18:51 | Ultimo aggiornamento: 10 febbraio 2018 20:18
Macerata, corteo antirazzista si chiude senza incidenti. Ma quei cori sulle Foibe...

Macerata, corteo antirazzista si chiude senza incidenti. Ma quei cori sulle Foibe…

MACERATA – Si è conclusa quasi senza intoppi la manifestazione antifascista a Macerata: per le strade della città hanno sfilato in maniera pacifica, secondo gli organizzatori, circa 30 mila persone. Sono accorsi da ogni parte d’Italia per ribadire il no a ogni forma di razzismo e fascismo dopo il terribile omicidio di Pamela Mastropietro e il raid contro gli immigrati di Luca Traini che, da settimane, infervorano la campagna elettorale.

Unica macchia sul corteo: un gruppo di antagonisti veneti che durante la marcia ha intonato un coro in spregio alle Foibe. “Ma che belle son le foibe da Trieste in giù”, cantavano parafrasando la hit di Raffaella Carrà e inneggiando al massacro degli italiani in Istria. E ancora:”I covi dei fascisti si chiudono col fuoco, con i fascisti dentro se no è troppo poco”. A scandire il coro choc sarebbe stato il gruppo Action Antifaschistische (rete di militanti presenti fra l’altro in Germania e Paesi Bassi. “Cori scandalosi, calpestano morti innocenti e tradiscono gli ideali della Resistenza”, ha affermato la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, che proprio oggi ha partecipato alle celebrazioni del Giorno del Ricordo alla Foiba di Basovizza.

E’ stato tuttavia un coro isolato, per fortuna, che non è stato seguito dal resto dei manifestanti. Accanto a loro hanno sventolato le bandiere dell’Anpi, di Emergency, di Libera, della Fiom, dell’Arci, di Rifondazione comunista, di Potere al popolo e di alcune associazioni di migranti. In una città fantasma, paralizzata dalla paura, una fila umana di circa due chilometri ha costeggiato tutta la cinta muraria della città, senza passare per il centro, per scongiurare episodi di guerriglia urbana.

Così tanta gente che sfila per le strade, a Macerata, non l’avevano mai vista. In molti hanno sfilato con il fazzoletto dell’Anpi o con la bandiera italiana: un modo chiaro per ribadire che il tricolore è dei partigiani e non di Luca Traini, che lo ha infangato una settimana fa usandolo come simbolo della sua caccia al nero.

Alle sei della sera è sparita anche la paura che aveva spinto il sindaco Romano Carancini a blindare la città chiudendo scuole, trasporti pubblici, teatri e musei: i tanto temuti incidenti non ci sono stati, nessuno ha tentato di entrare nel centro storico presidiato dalle forze dell’ordine con un dispositivo massiccio e quasi invisibile, nessuna vetrina e nessun bancomat sono stati presi d’assalto.

Alla fine è stato un successo, soprattutto per gli organizzatori del centro sociale Sisma di Macerata che più di tutti hanno voluto questa manifestazione. “Siamo 30mila” dicono soddisfatti, anche se la questura parla di 10mila persone. “Questo è il corteo della gente che non ci sta, che non rimane in silenzio davanti ad un atto fascista e terrorista”. E sono loro a dedicare il corteo ai sei migranti feriti da Luca Traini e anche a Pamela Mastropietro, la diciottenne massacrata la cui morte ha dato il via a tutta questa follia. “L’hanno uccisa due volte, l’hanno uccisa anche quei fascisti che dicono di volerla vendicare”.

I fascisti, i fascismi di ogni sorta sono stati i primi obiettivi dei manifestanti, ma l’altro grande bersaglio di questa manifestazione è stato il Pd di Renzi e, soprattutto, del ministro dell’Interno Marco Minniti. Il titolare del Viminale è “il ministro della destra”, “il nazista”, “la testa d’uovo che fa sfilare i fascisti e vieta i cortei antifascisti”. Non va meglio al segretario del Pd. “Non ti rendi conto – gli urlano al megafono – che stai delirando. Tu e il tuo partito siete i veri malati, tu che hai scelto il silenzio per paura di perdere qualche voto e sperare di averne qualcun altro”.

Nicola Fratoianni, a Macerata con Pippo Civati e una delegazione di LeU, annuisce. “Questa è la sconfitta del Pd, dovevano esserci e non ci sono. Non serve il silenzio ma la schiena dritta di chi dice che contro il fascismo e il razzismo si va in piazza. La loro è una scelta incomprensibile”.

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