Torino, scontri antifascisti-polizia nel Giorno del Ricordo delle Foibe: sassi e bombe carta

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 febbraio 2018 19:37 | Ultimo aggiornamento: 10 febbraio 2018 19:37
Scontri polizia-antifascisti nel Giorno delle Foibe a Torino

Torino, scontri antifascisti-polizia nel Giorno del Ricordo delle Foibe: sassi e bombe carta

TORINO – Scontri a Torino nel Giorno del Ricordo delle Foibe. Mentre gli occhi di tutta Italia erano puntati sulla manifestazione di Macerata, la violenza ha fatto capolino nel capoluogo piemontese. Qui gli attivisti di Forza Nuova, hanno sfilato in ricordo delle vittime delle Foibe. Mentre a 300 metri stazionava il corteo degli antifascisti. Nel mezzo un fitto dispositivo di forze dell’ordine.

A scatenare il caos è stato un gruppo di manifestanti del corteo antifascista, che si è staccato dal cordone principale. Hanno lanciato sassi, bottiglie e una bomba carta contro le forze dell’ordine. L’azione, in via Luzzati, è stata bloccata con una carica di polizia al termine della quale è stato fermato un manifestante.

Il corteo si era diviso in vari tronconi e tutti avevano tentato di raggiungere la zona di ritrovo dei militanti di Forza Nuova, incontrando comunque sempre gli sbarramenti della polizia.

“Quelli che oggi parlano tanto di accoglienza – ha commentato il coordinatore regionale di Forza Nuova, Luigi Cortese – sono gli stessi che 73 anni fa erano amici dei Partigiani di Tito che uccidevano gli italiani in modo atroce, e che hanno fatto morire di fame i profughi istriani dalmati e giuliani quando sono scappati dalle loro terre”.

Reazioni contrastanti, tra i commercianti. Alcuni ambulanti hanno chiesto alle forze dell’ordine schierate di fare passare i manifestanti che vogliono raggiungere il presidio dei militanti di Forza Nuova. “Fateli passare, noi dobbiamo lavorare. Fateli passare in mezzo al mercato. Se i ragazzi promettono di non fare casino, non bloccateli”.

Altri commercianti invece si sono lamentati: “Hanno acceso i fumogeni, io questa roba la devo buttare”, ha urlato un commerciante con un banco di frutta e verdura. “Non potete bloccarci il lavoro. Noi qui ci viviamo e ci lavoriamo. È assurdo”, ha spiegato a una ragazza in corteo.

A BASOVIZZA OLTRE 500 STUDENTI

Mei loro cappotti, in silenzio vivono il ricordo di chi nella Foiba di Basovizza ha trovato la morte. Davanti a loro una grande croce, sotto di loro, invece, l’insenatura carsica diventata tomba di oppositori. Nel Giorno del Ricordo, Trieste accoglie oltre 500 studenti giunti da diverse città italiane, da Nord a Sud, per partecipare alla cerimonia solenne di Basovizza. Istituzioni, associazioni combattentistiche, sodalizi patriottici, rappresentanze legate agli esuli e 800 penne nere di tutta Italia si sono date appuntamento in uno dei luoghi simbolo delle drammatiche vicende del confine orientale negli anni a cavallo del secondo dopoguerra. La cerimonia comincia con la deposizione delle corone davanti alla foiba e la messa di suffragio ai caduti, celebrata dall’arcivescovo di Trieste, mons. Giampaolo Crepaldi. La parola passa poi agli studenti, che danno voce alle poesie di Marco Martinolli (“Basovizza”), Annamaria Muiesan Gaspari (“Borovnica”), Cristian Pertan, (“Terra Rossa”) e Lina Galli (“Foibe”). E, dopo la memoria del Comitato per i martiri delle foibe, la chiusura della cerimonia, sempre in silenzio. Tra i presenti anche una rappresentanza della X Mas. “Le foibe e il disperato esodo che spopolò a più riprese l’Istria, Fiume e la Dalmazia – ha osservato la presidente del Fvg, Debora Serracchiani – sono atti di una tragedia che deve ancora entrare nella coscienza popolare della Nazione. Per questo le Istituzioni devono adoperarsi con più impegno, continuità e coerenza, svolgendo opera di custodia e divulgazione e, ove necessario, condannando tentazioni negazioniste o indebite strumentalizzazioni”. A Basovizza, infine, anche il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, di origine istriana: “Il ricordo – ha affermato – ci aiuta anche a perseverare la memoria dell’orrore perché questo non si possa ripetere e perché purtroppo il presente ci richiama sempre al passato e al fatto che non dobbiamo dimenticare le cose accadute per fare in modo che non si ripetano”.

STRISCIONI DI BLOCCO STUDENTESCO AFFISSI IN TUTTA ITALIA

“Onore ai martiri delle foibe” è il testo degli striscioni affissi nella notte in tutta Italia dai militanti del Blocco Studentesco, a cui è seguito un volantinaggio informativo nei licei. “Con le nostre azioni – si legge in una nota del movimento – vogliamo rendere omaggio alle decine di migliaia di italiani infoibati e ai 350.000 esuli costretti a fuggire dalle terre di Istria, Fiume e Dalmazia, a causa di una vera e propria pulizia etnica messa in atto dall’esercito comunista di Tito. Come ogni anno, rendiamo omaggio a chi fu ucciso o costretto a fuggire solo perché italiano”. “Alla luce dei continui dinieghi sulle nostre proposte di tenere vivo il ricordo – prosegue la nota – la nostra generazione è obbligata a ricordare una tragedia nazionale per troppo tempo insabbiata o mistificata. L’imbarazzo dell’attuale classe politica deve spingerci ancora di più a riflettere sulla complicità di partigiani e antifascisti italiani nei massacri titini”.

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