Mario Cerciello Rega non aveva la pistola con sé. I carabinieri: “L’aveva dimenticata”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Luglio 2019 12:23 | Ultimo aggiornamento: 30 Luglio 2019 20:55
La foto dello studente americano bendato dopo il fermo

La foto dello studente americano bendato dopo il fermo (foto Ansa)

ROMA – Mario Cerciello Rega non aveva la pistola con sé perché l’aveva dimenticata. Gli americani sono stati interrogati tenendo conto di tutte le garanzie. Foto dello studente bendato? Accerteremo i fatti “senza alcun pregiudizio e con il rigore già dimostrato da questa procura in altre analoghe vicende”.

Questi i punti salienti della conferenza stampa che si è tenuta oggi, martedì 30 luglio, sull’omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega.

Conferenza aperta dal procuratore aggiunto di Roma Michele Prestipino:

“Deve essere chiaro – dice il procuratore – il senso di quello che è accaduto: è caduto un servitore dello Stato nell’adempimento del suo dovere: un dovere duro, essenziale e determinante per garantire l’esistenza dello Stato e garantire il rispetto della legge sempre e comunque”. Il vicebrigadiere “era uno dei tanti che in silenzio e con sacrificio era orgoglioso della divisa”.

“Gli indiziati – spiega il procuratore – sono stati individuati e interrogati dai magistrati nel rispetto della legge”.

“Gli interrogatori sono stati effettuati con tutte le garanzie difensive – continua -, alla presenza dei difensori, dell’interprete e previa lettura di tutti gli avvisi di garanzia previsti dalla legge. Gli interrogatori sono stati anche registrati”. 

Foto dello studente bendato? Accerteremo i fatti “senza alcun pregiudizio e con il rigore già dimostrato da questa procura in altre analoghe vicende”.

La dinamica dei fatti.

“L’indicazione del fatto che fossero stati due maghrebini è stata data da Brugiatelli”, la persona che era stata derubata della zaino. Lo spiega il comandante provinciale dei carabinieri di Roma, Francesco Gargaro.

“Ha parlato di due persone di carnagione scusa, presumibilmente maghrebini – sottolinea -. Lo ha detto perché aveva il timore di dire che conosceva gli autori dell’omicidio. Non voleva essere associato al fatto. Solo dalle immagini si è scoperto l’antefatto”. 

Mario Cerciello Rega e Andrea Varriale “sono stati aggrediti immediatamente” dai 2 americani e “non c’è stata possibilità di usare armi, di reagire”.

“Nel momento in cui si sono qualificati – continua il comandante provinciale dei carabinieri – sono stati immediatamente aggrediti, pochi attimi in cui Varriale è stato sopraffatto e buttato a terra”. In zona “c’erano 4 pattuglie, che non dovevano essere visibili per non pregiudicare l’operazione e che sono intervenute pochi minuti dopo l’allarme”.

“Cerciello aveva dimenticato l’arma”.

“Cerciello aveva dimenticato l’arma, è stata probabilmente una dimenticanza, ma ciò non toglie che non aveva alcuna possibilità di reagire”.

“Non c’è stato tempo di reagire – continua il colonnello Francesco Gargaro – Andrea Varriale (il collega del carabiniere ucciso Mario Cerciello Rega) non poteva sparare ad un soggetto in fuga altrimenti sarebbe stato indagato per un reato grave”. 

“La pistola – dice il colonnello – l’abbiamo trovata nel suo armadietto in caserma e il motivo perché fosse lì lo sa solo lui. L’unica cosa che sappiamo è che aveva con sé le manette e che era in servizio. Varriale invece aveva l’arma e gli è stata subito presa per esaminarla dopo il fatto”.

“Varriale – conclude il comandante dei carabinieri – è davvero molto provato, non auguro a nessuno di vedere un collega morire. Attualmente sta ultimando i sei giorni di malattia, anche perché ha riportato alcune lesioni e graffi al collo. Tornerà in servizio”.

“Elder Finnegan Lee – spiega il procuratore aggiunto Nunzia D’Elia – si era presentato all’appuntamento di via Cesi armato di coltello perché aveva paura”.

“Gli abbiamo chiesto – continua – se aveva visto se il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega fosse armato o no. E lui ha ammesso di non aver visto alcuna arma e neanche che il militare avesse cercato di prenderla. Lui non ha dato spiegazione del fatto che avesse portato il coltello dagli Usa, ma ha precisato che lo ha portato all’incontro perchè temeva che gli potesse succedere qualcosa”.

“Quando gli abbiamo detto che un carabiniere era rimasto ucciso, Natale Hjorth ha chiesto più volte conferma di ciò, ‘ma è proprio morto?, è morto davvero?’ – racconta il procuratore aggiunto Nunzia D’Elia – Elder Finnegan Lee ha versato qualche lacrima”.

Il giallo della foto.

La foto dello studente bendato? “Elder – risponde il comandante provinciale dei carabinieri – non è stato né bendato né legato nella caserma dei carabinieri di via In Selci”.

Fonte: Ansa, Agi.

 

 
 

 

 

Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev.