Mario Cerciello Rega ucciso con 11 coltellate. Il coltello da marines si può imbarcare dagli Usa

di Alessandro Avico
Pubblicato il 29 Luglio 2019 15:57 | Ultimo aggiornamento: 29 Luglio 2019 22:46
Mario Cerciello Rega ucciso con 11 coltellate

i due americani nella loro camera di albergo (Ansa)

ROMA – Il coltello che ha ucciso il carabiniere Mario Cerciello Rega è di quelli che non si comprano in un’armeria qualsiasi. Si tratta ti un’arma specifica, di quelle date in dotazione ai marines. Quindi come è possibile portarlo in Italia? La risposta è semplice: secondo le regole dell’Autorità sulla sicurezza dei trasporti (TSA) degli Stati Uniti è possibile trasportare in volo partendo dagli Usa un coltello da 18 centimetri come il Ka-Bar utilizzato nell’uccisione del vice brigadiere.

Le regole di imbarco prevedono che possono essere portati, solo nel bagaglio da stiva, oggetti come coltelli, coltellini svizzeri, spade compresi i modelli da scherma. La raccomandazione che viene formulata dalla TSA è quella di avvolgere correttamente oggetti con lame per evitare possibili danni agli addetti allo smistamento dei bagagli. E’ possibile trasportare anche armi da fuoco in stiva ma per queste ultime bisogna richiedere l’autorizzazione.

Undici in totale le coltellate inferte da Elder Finnegan Lee al vicebrigadiere Mario Cerciello Rega causandogli la morte. In un primo momento i colpi che hanno raggiunto il carabiniere sembravano otto ma l’esame autoptico ha individuato altri tre fendenti. Secondo l’autopsia Cerciello Rega è deceduto a causa della forte emorragia. Fatale la coltellata al cuore, mentre nessun segno sulle braccia fanno pensare che il carabiniere non si sia riuscito a difendere. Il coltello usato per uccidere il carabiniere è uno di quelli utilizzati dai marines americani.

Si tratta in particolare di un coltello a lama fissa lunga 18 centimetri tipo Trenknife Kabar Camillus con lama brunita modello marines con impugnatura di anelli di cuoio ingrassato e pomolo in metallo brunito. Un’arma da Marines, appunto, con una lama di quasi 18 centimetri, difficile da portare in giro senza che qualcuno se ne accorga. È stato il pugnale per antonomasia della Seconda Guerra Mondiale: entrò nella dotazione dei Marines nel novembre del 1942, dopo che i militari si erano lamentati che i vecchi pugnali da trincea in bronzo o in lega della prima guerra mondiale non erano abbastanza comodi nel combattimento corpo a corpo.

Davanti al pm i due americani hanno ammesso, durante gli interrogatori prima del provvedimento di fermo, di essere gli autori del furto dello zaino e della successiva telefonata estorsiva. “Elder Finnegan ammetteva inoltre di aver colpito più volte con un coltello in suo possesso la persona che gli si era avvicinata per cercare di fermarlo mentre, insieme all’amico, era in attesa di incontrare l’uomo, precisando però, di non aver capito che i due che li avevano avvicinati erano carabinieri e di aver creduto che fossero uomini, andati dal Sergio per vendicarsi e fare loro del male”. (Fonte Ansa).