Marò, Vania Ardito, moglie di Girone: “Le dimissioni di Terzi ci indeboliscono”

Pubblicato il 27 Marzo 2013 11:45 | Ultimo aggiornamento: 27 Marzo 2013 16:46
Marò, Vania Ardito, moglie di Girone: "Le dimissioni di Terzi ci indeboliscono"

Vania Ardito, moglie di Salvatore Girone, alla Camera (Foto Lapresse)

ROMA –  “Terzi deve rimanere. Le sue dimissioni ci indeboliscono. Riportateli a casa”: Vania Girone, moglie del fuciliere della Marina Salvatore Girone, non ci sta. Martedì 26 marzo era in tribuna alla Camera insieme a Franca Latorre, sorella di Massimiliano Latorre, quando i ministri degli Esteri e della Difesa Giulio Terzi e Giampaolo Di Paola hanno riferito sul caso marò, rispediti in India. E quando Terzi ha annunciato a sorpresa le proprie dimissioni.

Ma la signora Girone non l’ha presa bene: “Queste dimissioni ci indeboliscono ancora di più di fronte a una potenza come l’India. Per questo pretendiamo che Terzi rimanga. Ho due figli a casa che aspettano il padre. Latorre ne ha quattro. Qualcuno ci pensa? Terzi non si deve dimettere. Deve collaborare con i ministri della Difesa e della Giustizia, tutti gli organi che il 21 marzo hanno deciso che i nostri cari tornassero indietro. Si devono assumere le loro responsabilità e fare in modo che Massimiliano e Salvatore tornino a casa”. “E senza i-gno-minia”, ha aggiunto Franca Latorre.

Vania Girone ribadisce le richieste fatte da Latorre nella email ai politici italiani: “Non è il momento di dividersi o di sottrarsi, ma di combattere e di vincere. Nessuno deve dimenticare che Massimiliano e Salvatore sono due soldati che hanno obbedito a un ordine del governo. Hanno rispettato il loro giuramento e stanno onorando la Patria, rispettando per due volte degli ordini molto difficili. E aggiungo che troppo spesso qualcuno dimentica che i nostri cari sono innocenti fino a prova contraria. È il minimo chiedere che sia la magistratura ad appurare i fatti, se hanno colpito loro i due pescatori scambiandoli per pirati. Chiediamo anche che la stampa non faccia passare il messaggio distorto agli italiani che Salvatore e Massimiliano sono due killer. Certi titoli dei giornali sono ferite al cuore”.