Massimo Giuseppe Bossetti: “Ho ucciso Yara Gambirasio? No, è errore giudiziario”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Maggio 2015 0:55 | Ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2015 0:55
Massimo Giuseppe Bossetti: "Ho ucciso Yara Gambirasio? No, è errore giudiziario"

Massimo Giuseppe Bossetti: “Ho ucciso Yara Gambirasio? No, è errore giudiziario”

MILANO – “Non ho ucciso Yara Gambirasio, è un fottutissimo errore giudiziario e lotterò fino alla fine”. Massimo Giuseppe Bossetti affida ad una lettera ai suoi legali dal carcere il grido disperato della sua innocenza. Bossetti è in carcere da giugno con l’accusa di aver ucciso la piccola Yara a Brembate di Sopra, nella provincia di Bergamo. Il muratore di Mapello si dichiara innocente e lo ribadisce in una lettera che i suoi legali hanno presentato durante la trasmissione Quarto Grado in onda su Rete 4 il 22 maggio.

Nella lettera scritta il 26 aprile scorso, Bossetti ringrazia gli avvocati

“Salvagni Claudio e Camporini Paolo con tutto il team che non ho mai avuto l’occasione di conoscere di persona, eccetto il Signor Ezio Denti. Volevo congratularmi almeno con lo scritto dicendovi grazie per tutto il grandissimo lavoro che state facendo, grazie per tutto il tempo che state dedicando su questo difficile, drammatico lavoro, privandovi quasi del tutto della vostra vita famigliare, volevo farvi notare che apprezzo moltissimo tutti i vostri sforzi, talmente faticosi in questo terribile caso caduto ingiustamente nei miei confronti, e soprattutto per dire a tutti voi, che ho estremamente fiducia al 100% per il grandissimo, faticoso lavoro che state facendo”.

 

In attesa del processo in Corte d’assise che inizierà il prossimo 3 luglio, Bossetti scrive nella lettera ai suoi legali:

“Credetemi  state facendo un magnifico lavoro di squadra da parte mia e sono sicuro che prima o poi riuscite a ottenere una valida risposta e per mettere fine una volta per tutte su questa mia dannata detenzione. Credetemi non so chi fosse Yara, non ho mai conosciuto Yara e non riesco a darvi una spiegazione perché io mi trovo in questo schifo, ma una cosa voglio farvi capire e lo griderò sempre da queste fottutissime sbarre e mura, che mi circondano, io in tutto questo non c’entro assolutamente niente, io sono del tutto estraneo a questo maledettissimo omicidio, io non avrei MAI potuto commettere una cosa così talmente atroce, infamante nei miei confronti”.

 

Il muratore proclama la sua innocenza e conclude:

“Anch’iochiedo Giustizia come i genitori della povera Yara e dunque non è giusto pagare per qualcuno che in verità ha commesso questo tragico delitto, facendola franca”.