Maturità, addio commissione esterna: solo prof interni per risparmiare

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 ottobre 2014 1:43 | Ultimo aggiornamento: 15 ottobre 2014 1:43
Maturità, addio commissione esterna: solo prof interni per risparmiare

Maturità, addio commissione esterna: solo prof interni per risparmiare

ROMA – Addio commissioni esterne, per la maturità tornano i professori interni. Una decisione del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, che punta a risparmiare 100 milioni di euro. Secondo la nuova riforma, l’unico membro esterno sarà il presidente delle commissioni. E i sindacati di Cgil e Cisl si lamentano: “Si rischia il diplomificio, è un regalo alle scuole private”.

Salvo Intravaia sul Repubblica scrive:

“Il nuovo corso, targato Giannini, dovrebbe prevedere una commissione composta da tutti membri interni, anziché da tre commissari esterni, tre membri interni e dal presidente, anche questo esterno.

A giugno, saranno gli stessi insegnanti della classe a valutare per ben due volte – per l’ammissione agli esami e dopo una settimana agli esami di Stato veri e propri – gli studenti giunti all’ultimo anno delle superiori. L’unico terzo incomodo sarà il presidente esterno: il presidente infatti dovrà supervedere tutte le classi dell’istituto col ruolo di garante della regolarità degli esami”.

Una misura che permetterà al ministero risparmi per oltre 100 milioni di euro, ma i sindacati non sono contenti, spiega Domenico Pantaleo, segretario generale della Flc Cgil, che

“la maturità con soli membri interni è un regalo che si fa alle scuole private che potranno continuare a sfornare diplomi senza alcun valore”. Ma non solo. “È un passo indietro – continua Pantaleo – di dieci anni fatto solo per risparmiare. Dietro questa novità non c’è dietro nessun progetto. A questo punto, si abbia il coraggio di eliminarli completamente questi esami”. Anche la Cisl scuola, attraverso il suo leader, nutre dubbi. “Come farà il ministro – si chiede Francesco Scrima – a garantire la qualità dell’esame in quei diplomifici che hanno avuto gli onori della cronaca?”.

Insomma il rischio riguarda gli istituti privati, spiega Intravaia:

“Nel 2001, candidati esterni – i cosiddetti privatisti, che si presentano agli esami senza avere seguito neppure un giorno di lezione – furono soltanto 348 in tutta Italia. L’anno successivo diventarono 1.242. E appena la Moratti modificò la commissione il numero schizzò a 9.850 nel 2003 e addirittura 19.040 nel 2004.

Le paritarie scoprirono che potevano fare affari d’oro con i privatisti. Poi, intervenne Fioroni che obbligò i privatisti a sostenere gli esami nello stesso comune di residenza, ripristinò le commissioni miste. E qualche anno fa, la Gelmini introdusse l’esame integrativo per coloro che volevano affrontare la maturità da “esterno”. Così, nel 2012 il numero di privatisti delle paritarie si attestò al valore fisiologico di 6mila candidati, contro i 18mila delle statali”.

E anche gli studenti non sembrano convinti, spiega Alberto Irone, portavoce nazionale della Rete degli studenti medi:

“La rivoluzione dell’esame di maturità annunciata del ministro Giannini è una rivoluzione che di cambiamento non ha proprio nulla. Ci sembra semplicemente un regalo a chi può permettersi l’esame da privatista in un istituto paritario o privato presso un diplomificio”.

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