Mauro Pianta: cuore bruciato dall’apparecchio della gastroscopia troppo caldo?

Pubblicato il 21 giugno 2018 12:48 | Ultimo aggiornamento: 21 giugno 2018 12:49
Mauro Pianta: cuore bruciato dall'apparecchio della gastroscopia troppo caldo?

Mauro Pianta: cuore bruciato dall’apparecchio della gastroscopia troppo caldo?

TORINO – Il cuore bruciato dal surriscaldamento dell’apparecchio per la gastroscopia. Sono a una svolta le indagini sulla morte del giornalista torinese Mauro Pianta, 47 anni, deceduto il 4 aprile scorso all’ospedale Molinette di Torino per un malore dopo una gastroscopia a radiofrequenza. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] L’esame istologico sul suo cuore ha rivelato che i tessuti appaiono come ustionati: ci sarebbe stata quindi una anomala dispersione di calore dall’apparecchiatura durante l’esame.

Il perito della Procura non ha ancora depositato la sua relazione. Come scrive La Stampa, se il documento confermerà le indiscrezioni sull’esito di un esame obiettivo che è stato fatto martedì, potrebbero alleggerirsi le posizioni del medico e dell’anestesista iscritti nel registro degli indagati dopo la querela sporta dalla famiglia della vittima. L’esame istologico avrebbe anche fatto emergere una “fragilità” del cuore del paziente.

L’apparecchiatura utilizzata alle Molinette ha comunque un rilevatore di calore, che non si sarebbe però attivato. Durante l’esame tutti i parametri del paziente apparivano nella norma. E anche le sue condizioni di salute sembravano non aver alcuna controindicazione all’intervento che doveva servire a curare la piccola ernia iatale di cui soffriva. Solo alla fine dell’esame, quando tutto sembrava essere andato per il meglio, il giornalista non è più riuscito a risvegliarsi, per poi avere un’emorragia e l’arresto cardiaco ancora nella stessa sala medica.