Medici a lezione di arti marziali per difendersi dai parenti dei malati

di Dini Casali
Pubblicato il 19 marzo 2019 11:02 | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2019 11:02
Medici a lezione di arti marziali per difendersi dai parenti dei malati

Medici a lezione di arti marziali per difendersi dai parenti dei malati

ROMA – A lezione di arti marziali giapponesi per difendere dalle aggressioni in ospedale, in corsia, al pronto soccorso: per medici e paramedici è l’ultima risorsa per contrastare l’escalation di violenza in particolare dei parenti dei pazienti nei loro confronti e salvaguardare la propria incolumità personale.

Una vera emergenza: l’anno scorso si sono registrate 3mila aggressioni, una media di circa 8 al giorno. Quindi, come si dice, a mali estremi, estremi rimedi: il personale sanitario (almeno a Torino che ha avviato la sperimentazione) smette il camice bianco per indossare il kimono e imparare sul tatami le tecniche per disinnescare la minaccia, concreta, attuale. Tentativi di strangolamento, assalti all’arma bianca, vere e proprie spedizioni punitive, oltre a parolacce e insulti, il repertorio delle violenze è esteso: 7 medici su 10 hanno dichiarato di aver subito un’aggressione da parte dei pazienti.

Di questi, oltre due su tre sono stati aggrediti verbalmente, mentre la restante parte fisicamente. L’Ordine dei medici di Torino ha lanciato per questo motivo il primo corso di “ki training”, una disciplina di arti marziali giapponese, basata sui principi dell’Aikido e gli insegnamenti del suo fondatore Ueshiba Morihei. 

“Si partirà venerdì 22 marzo – ci informa Quotidianosanità.it – con una giornata di convegno sul Ki Aikido e le tecniche per contenere e depotenziare gli atteggiamenti aggressivi per svilupparsi poi in un corso sperimentale di formazione che si articolerà in 10 incontri (dal 6 maggio al 9 luglio) e sarà riservato a 30 partecipanti. Non solo teoria ma anche messa in pratica delle diverse tecniche in lezioni dalla durata di un’ora e mezza”. (fonte quotidianosanità.it)