Militare di “Strade sicure” si uccide nel bagno di Palazzo Grazioli

di redazione Blitz
Pubblicato il 29 luglio 2018 19:17 | Ultimo aggiornamento: 29 luglio 2018 21:20
Militare Strade Sicure

Militare di “Strade sicure” si uccide nel bagno di Palazzo Grazioli (foto Ansa)

ROMA  – Il caporal maggiore Enrico De Mattia, inquadrato nell’operazione Strade Sicure, si è tolto la vita nella giornata di sabato 28 lugio a Palazzo Grazioli, la residenza romana di Silvio Berlusconi. La notizia, resa nota dal sito GrNet.it, è confermata in ambienti militari.

Durante il turno pomeridiano [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play], intorno alle 15, il giovane – originario di Angri (Salerno) e proveniente dal 1/o Reggimento Granatieri di Sardegna – sarebbe entrato in un bagno del palazzo portando con sé la pistola d’ordinanza e si sarebbe sparato in testa.

GrNet.it ricorda che è il terzo suicidio in sei mesi di un militare impegnato nell’operazione “Strade Sicure”. A febbraio 2018 un bersagliere di 29 anni, di Taranto, si è tolto la vita nello stesso modo nella stazione metro di Barberini, al centro di Roma.

A dicembre 2017 un altro Granatiere di stanza a Spoleto si è impiccato mentre era in licenza dopo il periodo di servizio nell’operazione. “I ragazzi chiamati a svolgere il servizio nell’operazione Strade Sicure – rileva GrNet.it – sono tutti provati fisicamente (condizione che è peggiorata anche a causa del gran caldo e delle condizioni di lavoro) ma, soprattutto psicologicamente”.

Secondo l’Esercito dietro al suicidio ci sarebbero “motivi sentimentali”.

“Motivi sentimentali”, secondo quanto detto all’Ansa da fonti dell’Esercito, sarebbero legati al suicidio del militare. “Chi in queste ore prova a strumentalizzare il fatto riconducendolo a informazioni o motivazioni false – rilevano le stesse fonti – compie un atto di sciacallaggio, anche nei confronti della famiglia del soldato che in queste ore sta vivendo un grande momento di dolore”. In relazione a notizie uscite su alcuni media, viene inoltre precisato che “il ragazzo non era sposato e non aveva figli”.

L’Esercito, in una nota spiega di voler collaborare “con la massima trasparenza e piena disponibilità, alle attività degli organi inquirenti per accertare le motivazioni che possono aver condotto il militare a compiere questo tragico gesto”.

La vicenda è stata commentata anche dal capo di Stato maggiore dell’Esercito, Salvatore Farina: “A nome di tutti i militari della Forza armata, esprime la sua vicinanza e il proprio profondo cordoglio alla famiglia del caporal maggiore (VFP4) scomparso tragicamente in servizio. Personale dell’Esercito ha immediatamente informato la famiglia e, sin dal primo momento, sta fornendo il massimo supporto logistico e psicologico alla stessa”.

Il ministro della Difesa, Elisabbetta Trenta, commentando quanto accaduto dice: “Commozione e cordoglio mi uniscono alla notizia del tragico episodio che ieri, a Roma, ha coinvolto uno dei nostri militari impegnati nell’operazione Strade Sicure. Esprimo la mia più sentita vicinanza alla famiglia in questo momento di dolore”.