Napoli, sequestrano ambulanza e costringono operatori 118 a soccorrere 16enne con distorsione

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 Gennaio 2020 11:50 | Ultimo aggiornamento: 6 Gennaio 2020 11:50
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Il pronto soccorso dell’ospedale Loreto mare a Napoli (Ansa)

NAPOLI – Ragazzi sequestrano ambulanza e operatori sanitari del 118 a Napoli per costringerli a soccorrere un amico 16enne con una distorsione al ginocchio. E’ accaduto sabato 5 gennaio: la denuncia arriva dall’associazione “Nessuno Tocchi Ippocrate”, spiegando in un post su Fb che nel pomeriggio la postazione 118 della Stazione Centrale si trovava al Loreto mare e “improvvisamente nel pronto soccorso entra un gruppo di ragazzi che prende di forza l’equipaggio e li costringe a salire in ambulanza. Con 3 di questi individui a bordo (e sotto minaccia) l’equipaggio si dirige verso il quartiere ‘case nuove’ retrostante al Loreto Mare…il mezzo giunge sul posto e da subito viene circondato da una orda di astanti inferociti che incominciano a ricoprire d’insulti i sanitari. Pensando al peggio il medico si fa largo tra la folla e, con sommo stupore, trova un ragazzino 16enne con distorsione al ginocchio!”.

La situazione viene valutata dal medico “di lieve entità” eppure “l’equipaggio viene intimato, con minacce, a trasportare il giovane in ospedale”.

Dopo aver raccontato la vicenda, il dottor Manuel Ruggiero, presidente di “Nessuno tocchi Ippocrate”, è stato contattato dall’Ansa. Per arginare il fenomeno, l’associazione chiede il ripristino dei presidi di Polizia nei Pronti soccorso, riconoscimento della qualifica di pubblico ufficiale al personale sanitario in servizio nel 118 e negli ospedali, installazione al più presto di telecamere sia a bordo delle ambulanze sia sulla divisa degli operatori. 

E sempre l’Ansa, nella giornata di oggi ha intervistato Giuseppe Galano, il direttore del 118 napolietano: “La gente ormai non ha più paura di niente, il problema è l’impunibilità di queste persone” spiega Galano. “Questa gente si permette di tutto – afferma – perché non ci sono conseguenze penali per quello che fa. Per restare solo all’episodio di ieri sono stati commessi due reati gravissimi: sequestro di persona e interruzione di pubblico servizio”.

Per fermare le aggressioni al personale medico, bersaglio nei pronto soccorso e a bordo delle ambulanze, “serve la perseguibilità di questi soggetti”. Galano, direttore Uoc Servizio 118 e attività territoriali, parla della necessità di individuare soluzioni a un fenomeno “endemico”: “Ci sono cattivi personaggi che fanno quello che vogliono – dice – ci sono persone che lo fanno perché forse hanno ricevuto un servizio inadeguato, ma c’è anche un’altra parte della cittadinanza, come successo ieri al Loreto mare, che si muove in maniera delinquenziale e lì c’è bisogno di una diversa attenzione da parte dell’autorità giudiziaria e della polizia”.

Galano giudica “opportuno” il ripristino di un presidio di polizia all’interno degli ospedali. “Mi rendo conto che sono sotto organico – spiega – ma forse, se ieri ci fosse stato un presidio al Loreto Mare, non sarebbe stata sequestrata l’ambulanza”. Un presidio, però, da prevedere negli “ospedali con grande afflusso di pazienti, come il Loreto Mare, il San Giovanni Bosco, il Cardarelli, l’Ospedale del Mare. 

Fonte: Ansa