Padova, don Luca Favrin: “Non fate il presepe”. Mezzo mondo contro di lui

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 Dicembre 2018 12:04 | Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre 2018 12:18
Padova, don Luca Favrin: Chi plaude dl Sicurezza non faccia il presepe

Don Luca Favrin

PADOVA – Un invito a non fare il presepe, per non cadere nell’ipocrisia se si plaude al decreto sicurezza, è stato fatto attraverso la propria pagina di Facebook da don Luca Favrin, prete di strada di Padova che, tolta la tonaca, si è dedicato ad aiutare gli ultimi.

“Quest’anno non fare il presepio credo sia il più evangelico dei segni. Non farlo per rispetto del Vangelo e dei suoi valori, non farlo per rispetto dei poveri” annota il sacerdote il quale osserva che “non si possono usare i simboli cristiani per fare battaglie ideologiche. Così si corre solo il rischio di essere ipocriti”.

E ancora, come riferiscono i quotidiani locali, “ci vuole una coerenza umana e psicologica. Applaudire il decreto sicurezza di Salvini e mettere il presepio è schizofrenia pura”. “Credo che un Natale senza presepio sia più coerente con questa pagina volgare e infame della storia del nostro Paese” è il pensiero di don Favrin secondo il quale “va in scena il teatrino del Natale e poi si lascia morire la gente per strada”. 

Il web però non ha preso molto bene le parole di Favrin: “Costa troppo? O le da fastidio perché lei non crede più in nulla? Il fatto che lei sia ancora un sacerdote è la prova della crisi gravissima della Chiesa Cattolica”. Qualcun’altro commenta così: “Secondo me nella tua città la porta del centro sociale era a fianco di quella della diocesi e sei entrato in quella sbagliata quel giorno, ma guarda che puoi sempre rimediare, e anche dire che non ci credi più”.  

“Lei è fuori da ogni grazia di Dio”, “Si vergogni”, “Meriterebbe la scomunica”, “Parla da politico” è invece il tono degli altri commenti.

C’è però qualcuno chi si dice d’accordo con il parroco: “Com’è facile notare pochi hanno compreso le sue parole. Mi trova perfettamente d’accordo, Gesù non può nascere in un contesto di odio come quello che stiamo vivendo. Il Presepe, quello voluto da S. Francesco, è la plastica rappresentazione del l’incarnazione, non è un oggetto d’arredamento. Non può esistere senza accogliere le parole del Vangel”o.

L’intervento del sacerdote che coordina nel padovano nove comunità, aiutando 140 ragazzi africani, segue altre polemiche sul tema del presepe derivate dalle decisioni prese, nei giorni scorsi, in alcune scuole venete. A partire da quella della direzione della scuola didattica veneziana di Favaro Veneto di evitare di fare il presepe per rispetto alla multiculturalità.

A quella di cancellare, suggerita da alcune maestre di una scuola primaria veneziana di Campagna Lupia, la parola Gesù dalla canzone di Natale per non offendere le altre religioni. Progetto subito abbandonato dopo che una bambina di 10 anni ha fatto una petizione tra i suoi compagni di classe, ottenendo una maggioranza netta che ha bocciato l’indicazione del corpo degli insegnanti.