Pioltello, i pm chiudono le indagini per il disastro ferroviario: 11 persone (e RFI) verso il processo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Ottobre 2019 16:49 | Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre 2019 16:58
Un'aula di tribunale, Ansa

Un’aula di tribunale (foto d’archivio Ansa)

ROMA – I pm di Milano, scrive l’Ansa, hanno chiuso le indagini per il disastro ferroviario di Pioltello in cui, lo scorso 25 gennaio 2018, morirono 3 persone.

Nell’inchiesta, riporta l’agenzia, a undici persone fisiche – 2 manager, 7 dipendenti e tecnici di Rete Ferroviaria Italiane e due ex vertici dell’Agenzia nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie – vengono contestati i reati di disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose, mentre la società Rfi è indagata per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti.

Nei giorni scorsi, racconta sempre l’Ansa, gli inquirenti avevano iscritto anche Amedeo Gargiulo, all’epoca direttore dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie, ed un suo vice. Anche per loro si profila la richiesta di rinvio a giudizio.

La relazione dei consulenti tecnici.

Secondo la relazione finale dei consulenti tecnici nominati dai pm, depositata lo scorso marzo, il disastro ferroviario di Pioltello è stato causato dallo “spezzone di rotaia” di 23 centimetri che “si è fratturato”, nel cosiddetto ‘punto zero’, per “un danneggiamento ciclico irreversibile generato da condizioni di insufficiente manutenzione”. E “l’assenza dei controlli US (ultrasonori)” non ha consentito di monitorare la “progressione irreversibile del danneggiamento del giunto” in cattive condizioni, anzi ci sono stati “ritardi” nella “sostituzione” proprio di quest’ultimo. La causa del deragliamento, secondo la relazione, fu “la sopraelevazione della ruota destra” del terzo vagone del convoglio dovuta alla “interposizione dello spezzone di rotaia”, quello da 23 centimetri che si staccò, “tra il binario di corsa e la ruota stessa”.

E, continua la relazione, la mancata “istruzione delle richieste di sostituzione” del giunto nel ‘punto zero’ – il cui problema era noto da almeno 11 mesi – “secondo quanto le procedure Rfi imponevano” e i “ritardi nella programmazione delle attività di sostituzione” ha permesso “all’irreversibile ammaloramento del giunto di procedere fino al cedimento finale”.

Per tamponare il problema, si legge ancora nella relazione, venne soltanto piazzata una tavoletta di legno sotto il giunto per evitare che la rotaia sbattesse contro la massicciata. Sono cento in totale le “parti offese”, tra cui le famiglie dei tre morti e 97 tra feriti gravi e lievi e persone che hanno subito traumi psicologici e disturbi da stress. 

Fonte: Ansa.