Polmonite, oltre 200 i casi. La Procura di Brescia apre inchiesta. “Pensiamo sia legionella”

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 settembre 2018 22:46 | Ultimo aggiornamento: 10 settembre 2018 23:46
Polmonite, oltre 200 i casi. La Procura di Brescia apre inchiesta. "Pensiamo sia legionella"

Polmonite, oltre 200 i casi. La Procura di Brescia apre inchiesta. “Pensiamo sia legionella”

BRESCIA – Non si arrestano i contagi di polmonite nella provincia di Brescia, dove nelle ultime ore i casi sono saliti a oltre 200. La Procura di Brescia ha aperto una inchiesta contro ignoti: epidemia colposa è l’ipotesi avanzata dal sostituto procuratore Maria Cristina Bonomo che ha affidato ai carabinieri del Nas il compito di effettuare indagini soprattutto sulla rete idrica dei principali comuni interessati dai casi di polmonite.

E mentre gli ospedali sono sempre più affollati, arrivano le prime risposte sul fronte delle analisi. “Abbiamo la certezza che si tratti di polmonite batterica“, spiega dopo una riunione fiume con l’Ats, l’Agenzia tutela della salute, l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera. Intanto il Ministero della Salute e l’Istituto superiore di Sanità comunicano che stanno “vigilando costantemente sulla situazione”.

“Sono in aumento i casi di legionella e questo ci fa pensare che il batterio in questione sia proprio la legionella”, è il pensiero di Gallera che è stato chiamato a riferire in aula del Consiglio regionale sull’allarme sanitario che da Brescia si sta spostando anche fuori provincia. Solo nella giornata di lunedì 10 settembre infatti sei persone provenienti dall’ospedale di Asola (Mantova) sono state ricoverate a Mantova e altrettante si trovano sotto osservazione.

5 x 1000

Secondo l’assessore Gallera “il dato evidente è che il fenomeno di contagio è avvenuto dal 2 al 7 settembre”. Nel frattempo la Procura di Brescia ha aperto un’inchiesta contro ignoti.

Non è stata però la Procura, bensì Ats, a disporre l’autopsia sul corpo della 69enne morta nei giorni scorsi a Mezzane di Calvisano (Brescia). Si tratta di un esame voluto per escludere, come è stato fatto, che il decesso fosse legato ai casi di polmonite. La preoccupazione tra i residenti continua ad essere alta, ma nessun sindaco del distretto bresciano interessato dall’epidemia ha emesso ordinanze di chiusure delle scuole. “Se solo ci fosse stato il minimo rischio saremmo intervenuti”, racconta il sindaco di Carpenedolo, Stefano Tramonti.

Dal ministero arrivano rassicurazioni: “Stiamo monitorando con attenzione fin dai primi casi registrati la situazione che si sta determinando in provincia di Brescia e Mantova dovuta all’intensificarsi di casi di polmonite di origine verosimilmente batterica e particolarmente aggressiva. L’Iss ha ricevuto tutto il materiale organico relativo ai pazienti ricoverati e sta eseguendo in queste ore le dovute analisi batteriologiche. Appena i risultati delle indagini saranno completati il ministero della Salute metterà in atto ogni azione necessaria per il superamento dell’emergenza”.

Oggi infine è arrivata anche la presa di posizione del Codacons. “L’art. 32 della Costituzione Italiana garantisce il diritto alla salute dell’individuo, qualificandolo quale diritto fondamentale e interesse primario della collettività. Le Pubbliche Amministrazioni sono tenute a vegliare sul rispetto delle regole utili ad assicurare l’effettività dei principi individuati dalla Costituzione”, afferma l’associazione in una nota.