“Regalo 2 milioni all’ospedale”…”Aspetti il capo non c’è”. Si stufa e ne va

di redazione Blitz
Pubblicato il 5 agosto 2015 13:06 | Ultimo aggiornamento: 5 agosto 2015 13:07
"Regalo 2 milioni all'ospedale"..."Aspetti il capo non c'è". Si stufa e ne va

“Regalo 2 milioni all’ospedale”…”Aspetti il capo non c’è”. Si stufa e ne va

RAGUSA – Si è presentato all’ospedale di Ragusa con un assegno da 2 milioni di dollari da regalare ma invece di accoglierlo a braccia aperte, con tanto di tappeto rosso, lo hanno lasciato in sala d’attesa, in fila coi malati. Alla fine Giuseppe Giuffrè, benefattore italo-americano sbarcato da New York, ha girato i tacchi e se ne è andato. E il manager della Asl, Maurizio Aricò, come era prevedibile, è finito nei guai.

I deputati regionali M5s hanno subito gridato allo scandalo e chiesto le dimissioni del manager maleducato. Il presidente della Commissione Sanità Pippo Di Giacomo si è infuriato. Mentre l’assessore alla Salute, Baldo Gucciardi, che ha preso il posto di Lucia Borsellino, ha provato a mettere la pezza: “Penso che questo manager dovrebbe chiedere scusa, intanto lo faccio io. Non è accettabile che non si trovi il modo di accogliere come si deve un cittadino tanto sensibile”. E ordina da Palermo: “Si metta in campo ogni azione per recuperare il rapporto con il signor Giuffrè”.

Aricò rammaricato, prova a giustificarsi: “L’ho accolto con il suo avvocato facendoli accomodare perché il legale dell’Azienda sanitaria con cui dovevamo concordare gli aspetti tecnici era in tribunale, a 700 metri. Dovevano aspettare tutti il rientro. Ma Giuffrè e l’avvocato sono spariti. Ho provato a rintracciarli”.

Giuseppe Giuffrè è emigrato nel lontano 1958 a New York, dove ha costruito un impero di concessionarie d’auto. I due milioni sono il ricavato della vendita di un immobile a Brooklyn, ex sede dell’associazione Figli di Ragusa, con cui ha mantenuto i rapporti in questi anni. Secondo il suo avvocato Ragusa avrà comunque il suo generoso assegno, ma è probabile che a trattare non sarà chiamato Maurizio Aricò.