Roma, vigili non vogliono più presidiare campi rom: “Subiamo continue aggressioni”

di redazione Blitz
Pubblicato il 20 febbraio 2019 15:27 | Ultimo aggiornamento: 20 febbraio 2019 15:27
Roma, vigili non vogliono più presidiare campi rom: "Subiamo continue aggressioni"

Roma, vigili non vogliono più presidiare campi rom: “Subiamo continue aggressioni”

ROMA – “Non vogliamo più presidiare i campi rom 24 ore su 24”. E’ la protesta dei vigili urbani di Roma che hanno inviato ai vertici del corpo di polizia locale una lettera in cui chiedono espressamente di eliminare i presidi fissi. A dare voce alle loro ragioni è Stefano Lulli, segretario romano di Ospol Csa, il sindacato dei vigili, che ai microfoni di “Cosa succede in città”, in onda su Radio Cusano Campus, spiega: “Subiamo continue aggressioni, la situazione non è più tollerabile. Se non si trova una soluzione a breve dichiareremo lo stato di agitazione di tutta la categoria”.

Rispondendo alle domande della conduttrice Emanuela Valente, Lulli racconta che “questa è una questione spinosa che va avanti da anni e non si riesce a trovare una soluzione. O meglio, si era trovata tre anni fa quando i presidi venivano fatti dalla polizia di stato mentre noi eravamo impegnati in servizi dinamici con dei passaggi per verificare eventuali situazioni. Adesso il Comando ha confermato ulteriormente i presidi statici davanti ai cosiddetti villaggi della solidarietà”.

Perché i vigili non vogliano più sostare in pianta stabile dinanzi ai campi rom è presto detto. “I problemi li abbiamo denunciati più volte a tutte le autorità. C’è da dire che la polizia locale non fa ordine pubblico e a volte è costretta a farlo, subiamo continue aggressione, i rifiuti tossici che rappresentano un problema per la salute così come i roghi tossici, i cumuli di immondizia in cui i ratti dilagano. Non è più tollerabile questa situazione, giorni fa ho inviato un’altra missiva al Comando generale e agli organi politici nella quale chiediamo di eliminare il presidio statico, cioè h24. Proponiamo da tempo un servizio dinamico, passaggi per controllare la situazione”.

Ma quali sono le competenze della polizia locale? “Qualche mese abbiamo avuto un incontro con il Comando e la parte politica, cioè la sindaca Raggi dal quale è emerso che la Prefettura non mette a disposizione la polizia di stato e demanda tutto alla polizia locale. Ma questo non vuol dire che noi dobbiamo essere sottoposti a questo tipo di servizio che porta con sé una serie di problemi. Il personale, ad esempio, è costretto al controllo dei mezzi e delle merci perché c’è un continuo via vai di furgoni nel campo rom, il controllo non spetta noi. Ma il grande problema è quello dei rifiuti tossici, si brucia di tutto, dal rame alle gomme, agli alimenti. Al di fuori del campo rom si formano cumuli di immondizia e ultimamente i vigili si lamentano anche dei ratti e questo rappresenta un ulteriore problema”. 

Lo stato di agitazione. “Non è più tollerabile l’inerzia da parte dell’amministrazione su questo grande problema. Non ci vogliamo sottrarre al nostro dovere ma vogliamo farlo in un altro modo. Nell’autunno scorso eravamo arrivati alla soluzione del presidio mobile con il comandante generale del corpo di Maggio ma improvvisamente pochi giorni fa una circolare ha riconfermato il presidio statico. Se non si trova una soluzione a breve dichiareremo lo stato di agitazione di tutta la categoria. Non possiamo sobbarcarci la carenza di organico della polizia di stato, almeno è quello che ci ha detto la Sindaca, ossia che il Prefetto ha difficoltà a mandare pattuglie della polizia ma questa non è una giustificazione”.