Roma, Villa Ada, la casa sull’albero… non è di un bambino

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 luglio 2018 9:23 | Ultimo aggiornamento: 2 luglio 2018 9:23
Roma, Villa Ada, la casa sull'albero... non è di un bambino

Roma, Villa Ada, la casa sull’albero… non è di un bambino

ROMA – Il barone rampante vive a Roma e, come nel celebre romanzo di Italo Calvino, passa i suoi giorni su un albero, un cedro alto 30 metri nel cuore di uno dei parchi più grandi della Capitale, Villa Ada. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Certo non sarà l’adolescente allontanatosi da casa per la lite con il padre – come raccontò Calvino nel 1957 – ma più probabilmente un senzatetto in cerca di un inusuale rifugio.

Non è finzione, ma quello che hanno scoperto i ragazzi dell’Osservatorio ambientale Sherwood che, imbracature e caschetti in testa, hanno scalato l’arbusto fino ad arrivare sulla vetta e sorprendersi di quello che si è presentato davanti ai loro occhi. Le piattaforme che erano state segnalate dal Dipartimento Ambiente del Campidoglio erano in realtà il rifugio di qualcuno che aveva creato pavimento e mura con tavole di compensato per proteggersi durante la notte.

Per raggiungere il giaciglio, gli attivisti dell’Osservatorio dedicato alla foresta di Robin Hood hanno dovuto ricorrere a tecniche alpinistiche, utilizzando i rami del cedro come leva per scalare l’albero. Una scalata per nulla agevole che lascia, in chi l’ha fatta, un interrogativo su chi possa essere il ‘barone rampante’ di Roma. Il rifugio è stato ancorato con alcune corde ai rami dell’albero, con lenzuola a proteggere da sguardi indiscreti accanto alle ‘mura’ di compensato.

Sul pavimento anche alcuni zainetti, indumenti e una scorta d’acqua. Segno inequivocabile che la casetta sull’albero sia stata abitata, o forse lo è ancora. “Un giaciglio ‘ai confini della realtà’, davvero impegnativo da raggiungere – commenta Lorenzo Grassi, coordinatore dell’Osservatorio ambientale Sherwood – che fa di questo misterioso e al momento ignoto costruttore e abitante della foresta un degno erede del leggendario Barone Rampante narrato da Italo Calvino”.