San Basilio, Rina Alletto aveva sognato il figlio Maurizio morto in una bara

Pubblicato il 14 Giugno 2013 10:58 | Ultimo aggiornamento: 14 Giugno 2013 10:58
San Basilio, Rina Alletto aveva sognato il figlio Maurizio morto in una bara

Via Luigi Gigliotti a San Basilio

ROMA – Omicidio a San Basilio, Rina Alletto, la madre di Maurizio, qualche giorno fa aveva sognato il figlio in una bara. “Eravamo in montagna e Maurizio era coperto da una lastra di ghiaccio. Gli dicevo Maurizio levatela dai… Che sogno strano che ho fatto. E poi c’erano due bare”, racconta il Messaggero.

Alla fine Maurizio è morto davvero. Mercoledì 12 giugno, intorno alle 18, nel quartiere San Basilio di Roma, estrema periferia est, una lite sul traffico ha portato alla morte di Maurizio Alletto, 31 anni, e al ferimento, a coltellate, di Moreno Coppi. 

Al di là di come è andata, di chi sia la colpa, Rina Alletto è una madre che ha perso il figlio. Lei che per i suoi tre figli aveva smesso di lavorare in fabbrica. Da due giorni non vedeva Maurizio, che  conviveva con Stefania e lavorava in un autosalone.

Poi, mercoledì pomeriggio, un colpo alla nuca sparato da Luciano Coppi, padre di Moreno, ha ucciso Maurizio. Tutto il quartiere s’è schierato con lui. Coppi, guardia giurata, ha rischiato il linciaggio. “Maurizio ha risposto a una provocazione, avevano offeso suo padre, in tre l’avevano circondato, schiaffi a lui e calci alla macchina”.

Nel quartiere, scrive il Messaggero, i particolari di quel delitto cambiano. In particolare sul coltello con cui Maurizio ha accoltellato Moreno.

“Si stavano a menà, invece di separarli quello è sceso con la pistola”. E Maurizio non c’è più. E “non si può morire così. Era un bravo ragazzo in un posto dove non è un granché vivere: qui davanti i rom, alle spalle gli spacciatori. La polizia che non si vede mai, i carabinieri che dicono: sappiamo chi sono i balordi, ma non possiamo fargli niente”. Tutt’intorno poco e niente, il degrado di sempre. “Pochi quelli che non lavorano e non spacciano, in mezzo alla strada, con la macchina, qui è una consuetudine”, dice un’amica di Maurizio. “La fate finita di bloccare la strada, non fate passare nessuno. Gli ha detto così l’altro giorno al figlio della guardia giurata il padre di Maurizio. Ora si sente in colpa”. Qualcuno deve avere informato Maurizio. Quel che è accaduto dopo si perde nei racconti vaghi dei tanti che adesso piangono quel ragazzo di San Basilio, un ultras della Lazio, pieno di amici e di disincanto. “Guardati alle spalle Bruscolì, che il mondo è pieno di m…”, aveva detto a un amico giorni fa.

Giorni fa, quando Rina aveva fatto quello strano sogno. E mai avrebbe immaginato…  “E’ un dolore troppo grande, la vita è finita”.