Scuola, lettera dei presidi al ministro Azzolina. “Ecco le nostre 10 priorità”

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 Settembre 2020 19:56 | Ultimo aggiornamento: 5 Settembre 2020 13:30
Scuola, lettera dei presidi al ministro Azzolina. "Ecco le nostre 10 priorità"

Scuola, lettera dei presidi al ministro Azzolina. “Le nostre 10 priorità” (Foto Ansa)

Riapertura scuole. Le preoccupazioni dei presidi in una lettera alla Azzolina

Dai lavoratori fragili allo smart working, dalle carenze dell’organico agli studenti con problemi di salute. Sono 10 le priorità per la riapertura della scuola che i presidi hanno evidenziato in una lettera alla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina.

Chiedono al governo di “intervenire affinché siano fornite le indicazioni necessarie per quella ripresa delle lezioni in presenza che costituisce una assoluta priorità per il Paese: mai come oggi la scuola è stata al centro dell’interesse collettivo”.

1) Gestione dei lavoratori fragili. Al momento vi è una lacuna normativa che riguarda, da un lato, la gestione dell’assenza di chi non può lavorare né in presenza né a distanza; dall’altro, la gestione di chi non può lavorare in presenza ma potrebbe farlo a distanza.

2) Smart working del personale ATA.

3) Lavoro a distanza del personale docente: come gestire il personale docente fragile che potrebbe lavorare a distanza nelle scuole del primo ciclo e come attuare la DDI nelle scuole secondarie di secondo grado, posta la perdurante assenza di regolamentazione contrattuale del lavoro a distanza dei docenti.

4) Tempi ed entità dell’organico Covid. Alcuni USR lo hanno in parte comunicato, mentre altri non lo hanno ancora fatto.

Mancano certezza sui dati e celerità nelle nomine, mentre i dirigenti sono chiamati adesso a fornire risposte alle famiglie e agli Enti locali – per i servizi di loro competenza (mensa, trasporti…) – sull’organizzazione adottata che dipende, molto spesso, proprio dalla disponibilità di questo organico.

5) Sostituzioni del personale assente. L’art. 32, comma 3, del DL 104/2020, invece, dispone che l’organico Covid (sia docenti che ATA) possa essere sostituito sin dal primo giorno di assenza.

Stante l’attuale situazione emergenziale, si legge nella lettera dei presidi, sarebbe quanto mai auspicabile che anche per tutto il personale non Covid potesse applicarsi la medesima disciplina del DL 104/2020 al fine di consentire alle scuole di sostituire prontamente il personale assente.

6) Immissioni in ruolo dei vincitori del concorso per DSGA che non si è ancora concluso in molte regioni per cui le immissioni in ruolo annunciate non sono avvenute a partire dal 1° settembre.

Tale situazione determina gravi disfunzionalità in molte scuole, dato il ruolo strategico svolto dal DSGA nella gestione del restante personale ATA e nella attività negoziale, due profili chiave per la ripartenza in sicurezza.

7) Studenti fragili. Ad oggi non è ancora intervenuta l’ordinanza prevista dall’art. 2, comma 1, lett. d-bis del DL 22/2020 e, pertanto, l’unica via praticabile – per tutelare quegli studenti la cui salute sarebbe posta a rischio dalla frequenza in presenza delle lezioni – sembra essere l’istruzione domiciliare.

8) Utilizzo della mascherina da parte degli alunni. Le indicazioni del CTS ne impongono l’utilizzo dai 6 anni e lo escludono nel segmento 0-6.

Occorre chiarire cosa fare nel caso di bambini che, pur frequentando la scuola dell’infanzia, abbiano già compiuto 6 anni (quindi sarebbero soggetti all’uso della mascherina) e, per converso, cosa fare nel caso di alunni che, pur frequentando la scuola primaria, non abbiano compiuto 6 anni (e quindi non sarebbero soggetti all’uso della mascherina).

9) Certificato medico per la riammissione a scuola degli studenti dopo sospetto o conferma contagio e, in generale, dopo una malattia.

Secondo il Decreto Ministeriale 80/2020, nella scuola dell’infanzia, dopo un’assenza per malattia superiore a 3 giorni “la riammissione a Scuola sarà consentita previa presentazione della idonea certificazione del Pediatra di libera scelta/medico di medicina generale attestante l’assenza di malattie infettive o diffusive e l’idoneità al reinserimento nella comunità scolastica”.

Nulla è previsto per gli altri ordini di scuola. È opportuno che le istituzioni scolastiche sappiano per tempo come comportarsi.

10) Pasto domestico. La questione non viene affrontata in nessuno dei documenti elaborati in vista della ripartenza della scuola.

Ci si chiede se il pasto domestico risulti compatibile con l’esigenza di garantire la salute e la sicurezza dei bambini e dei lavoratori della scuola e se debbano essere adottate apposite prescrizioni, nel momento in cui lo si consenta. (Fonte: Ansa).