Senato aria condizionata non si spegne. “Tutti col cappotto”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Ottobre 2015 15:55 | Ultimo aggiornamento: 14 Ottobre 2015 15:58
Senato aria condizionata non si spegne. "Tutti col cappotto"

Foto d’archivio

ROMA – Vado in aula, prendo cappotto e giornali…Così si attrezza di questi un qualsiasi senatore. Cappotto per entrare in aula e non per uscire da Palazzo Madama, che fuori il cappotto non servirebbe, tira a Roma un’aria tiepida da scirocco…E giornali non per leggerci ma per fasciarcisi, magari il collo o il rene, là dove l’aria condizionata batte con più maligna intensità. Getto dopo getto senza che nessuno possa o riesca a spegnerla questa aria condizionata nel cuore della Camera Alta. Sarà una burocrazia o un ma funzionamento? Manca un timbro o un tecnico? E chi lo sa…Fatto sta che aria condizionata tira e spira e la storia oscilla tra il comico e il patetico.

Un senatore, Enrico Buemi, l’ha portata la storia all’onore del quasi dibattito in aula e all’attenzione della presidenza dell’aula stessa. “Presidente, io mi sto coprendo con un giornale, è assolutamente inaccettabile che si debba avere il torcicollo perché c’è l’impianto di condizionamento…”. Il presidente che nel caso era la vice presidente Fedeli ha mestamente fatto osservare che “la questione era già stata posta”. Non è dato sapere posta a quale autorità e potere e non è dato divinare quale siano stati responsi ed esiti di color che possono…o non possono spegnere l’aria condizionata al Senato. O almeno ridurla d’intensità.

Poi con melodrammatico e rassegnato passaggio la vice presidente Fedeli che presiedeva ha aggiunto: “Siamo tutti sotto antibiotici”. E’ qui che patetico e comico si sono congiunti in prolifica unione. “Dovremo venire in aula con cappotto, è imbarazzante” ha chiosato Buemi. In effetti è imbarazzante quanto sempre più i luoghi istituzionali somiglino a condomini e ministeri: trionfi del non mi compete, dello scarico di responsabilità, della lamentela, del grottesco.