Stefano Cucchi, consulenti difesa: "Morì per severa malnutrizione"

Pubblicato il 11 Aprile 2012 17:27 | Ultimo aggiornamento: 11 Aprile 2012 19:47

ROMA – Stefano Cucchi morì per una malnutrizione 'severa' che giustificherebbe, tra l'altro, anche la presenza sul suo corpo di ecchimosi ed ematomi. Sono le conclusioni cui sono giunti il professore Costantino Ciallella, patologo forense dell'università 'La Sapienza', e il dott. Giuseppe Vetrugno, dell'università 'Cattolica' di Roma, consulenti della difesa del processo per la morte del giovane romano, fermato per droga il 15 ottobre 2009 e trovato senza vita una settimana dopo nel reparto detenuti dell'ospedale 'Sandro Pertini' della capitale.

''La frattura sacrale che aveva Cucchi era certamente recente – ha detto Cialella – da trauma di minima intensita' causato da una caduta sulle natiche. Nessun calcio (secondo l'accusa, il giovane sarebbe stato 'pestato' nelle celle di sicurezza del tribunale di Roma), ne' pugno, ne' bastonata. Per la frattura a livello lombare che aveva, poi, non ci sono dati che depongano per credere fosse da trauma recente''. Con riferimento alle ecchimosi a livello degli occhi, ''escludo che si tratti di un trauma contusivo diretto'', per esempio da un pugno; anzi, ''nel caso specifico la somministrazione di terapia anticoagulante ha di certo svolto un ruolo importante nell'impedire l'arresto dell'emorragia determinando una maggiore evidenza dell'ecchimosi''.

Il medico-legale ha anche dato una indicazione temporale ai traumi da contusione che Cucchi avrebbe subito: ''Nella notte tra il 15 e il 16 ottobre il trauma era gia' avvenuto''. Quindi, in tempo non compatibile con un eventuale 'pestaggio' nelle camere di sicurezza del tribunale.

''Il peso ideale di Cucchi -ha poi aggiunto Vetrugno- avrebbe dovuto essere di 62 chilogrammi, mentre era invece di 37 chilogrammi. Ne pesava 43-44 al 'Pertini', ovvero era in grave sottopeso. Con quello stato, praticamente il 60% per peso ideale, il paziente rasenta il limite della sopravvivenza''.