Strage di Capaci, gli uomini del Capitano Ultimo: “Siamo stati oscurati per aver eseguito ordini legittimi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 maggio 2019 18:34 | Ultimo aggiornamento: 23 maggio 2019 18:34
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Strage di Capaci, gli uomini del Capitano Ultimo: “Siamo stati oscurati per aver eseguito ordini legittimi”

ROMA – Una squadra di carabinieri che un giorno è stata la task force che catturò il numero uno della mafia. E che ora è finita “nel sottoscala, ai margini delle attività operative”. Nel giorno della commemorazione delle vittime della strage di Capaci, gli uomini del Capitano Ultimo – così come amano definirsi – lanciano un ‘sos’ che sperano non rimanga inascoltato. “Siamo stati oscurati perché abbiamo lavorato con Ultimo”, spiegano riferendosi al colonnello Sergio Da Caprio, il quale nel gennaio 1993 a Palermo fu protagonista dell’arresto di Totò Riina.

Ma “il tempo in cui davamo la caccia ai criminali è un ricordo – spiegano i fedelissimi di De Caprio, che fino a qualche anno fa lavoravano con lui al Comando Tutela ambiente di Roma – Siamo stati ‘tritati’ per aver eseguito ordini legittimi”. Secondo il gruppo di militari, questi ultimi sarebbero stati penalizzati in particolare dopo lo scandalo dell’inchiesta Consip, che coinvolse uno dei sottoposti di Ultimo. “Siamo uomini dello Stato, non di De Caprio. E per noi Ultimo è un ottimo comandante, non un carrierista – proseguono -. Non facciamo più intercettazioni, pedinamenti, accessi a banche dati, perquisizioni. Ora siamo stati spostati in istituti d’istruzione, uffici amministrativi, Unità mobili specializzate. Sono state azzerate capacità di alto livello. Per esempio chi sistema le microspie ambientali”.

Solo alcuni mesi fa, lo stesso Ultimo aveva postato un tweet dove salutava alcuni dei suoi ‘ragazzi’. “‘Vikingo’ e ‘Barbaro’, carabinieri combattenti di Crimor (raggruppamento speciale impegnato contro la criminalità organizzata, ndr), lasceranno l’Arma dopo 40 anni di battaglie a difesa del popolo di cui sono figli contro la mafia di Riina e delle lobby. Gli rendo quegli onori che i gerarchi gli hanno sempre negato”, aveva scritto De Caprio riferendosi proprio all’ “isolamento” che ormai tiene quel gruppo di eroi degli anni ’90 lontano da indagini, operazioni e riconoscimenti. (fonte ANSA)

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