Supermercato Eté, la rapina dei carabinieri in borghese

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Marzo 2015 10:45 | Ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2015 11:17
Supermercato Etè, rapinati inseguono carabinieri-rapinatori: rissa sulla statale

Supermercato Etè, rapinati inseguono carabinieri-rapinatori: rissa sulla statale

NAPOLI – La rapina di due carabinieri in borghese, entrati armati dentro un supermercato per farsi consegnare 1300 euro e protagonisti di una sparatoria sulla statale. E’ questo lo scenario della rapina, finita con un morto e diversi feriti, a Ottaviano, Napoli.

Il giorno dopo è più chiara la dinamica. Volevano farsi giustizia da soli i fratelli Pasquale e Donato Prisco, gestori del supermercato Eté  dove mercoledì pomeriggio due carabinieri fuori servizio e di stanza in Veneto hanno messo a segno una rapina con il volto coperto e a mano armata da 1300 euro.

Dopo il colpo, i Prisco sono stati avvertiti da un dipendente del market: i fratelli hanno subito dato il via a una missione punitiva. In otto, tra i Prisco e loro dipendenti, anche di un altro market, sono partiti a bordo di due auto – una Volkswagen Polo e una Audi A3 – alla ricerca dei due carabinieri-rapinatori, in fuga su una Lancia Lybra SW.

L’auto dei malviventi è stata raggiunta e poi speronata sulla strada statale 268, all’altezza della zona industriale di Ottaviano. Tutti sono scesi dalle vetture: è scoppiata una violentissima colluttazione culminata con la reazione dei carabinieri che, verosimilmente con le loro armi di ordinanza, hanno sparato contro gli aggressori, ferendone alcuni. Loro stessi sono rimasti feriti. Uno ha riportato una frattura delle ossa facciali, l’altro da un colpo di pistola al gluteo. Non è ancora chiaro se che anche gli inseguitori fossero armati.

Il timore, nella fase dei soccorsi, era che i due carabinieri potessero tentare una fuga a bordo dell’ambulanza. Di fatto, invece, i due sono stati regolarmente portati a destinazione e medicati dai sanitari dell’ospedale di Sarno, dove sono stati poi ricoverati e ascoltati dagli inquirenti.

(Foto Ansa-video Lapresse).