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Tallio killer a Nova Milanese: altri 2 morti negli ultimi 20 anni. La procura riapre i casi

Tallio-Nova Milanese

Tallio killer a Nova Milanese: altri 2 morti negli ultimi 20 anni. La procura riapre i casi

ROMA – Tallio killer a Nova Milanese: altri 2 morti negli ultimi 20 anni. La procura riapre i casi. Si stanno concentrando sulla casa di campagna delle vittime le indagini dei carabinieri di Desio (Monza) per far luce sulla morte per avvelenamento da tallio di Giovanni Battista e Patrizia Del Zotto, padre e figlia residenti con altri sei familiari in una palazzina di Nova Milanese, lui 94 enne e lei 62 enne, deceduti nei giorni scorsi in ospedale a Desio.

La Procura di Monza – l’inchiesta è a firma del pm Vincenzo Nicolini – ha aperto un fascicolo per lesioni e omicidi colposi, al momento contro ignoti. Restano ricoverati in ospedale la moglie (in condizioni critiche) e la figlia minore di Giovanni, la sua badante e il marito di Patrizia.

I Del Zotto sono proprietari della casa di campagna a Varmo, in provincia di Udine. Gli inquirenti – alle indagini collaborano anche i carabinieri di Latisana (Udine), competenti sulla zona, hanno prelevato diversi campioni di acqua proveniente da un pozzo artesiano utilizzato dalla famiglia brianzola, e su alcuni alimenti, oltre che dalla mansarda e dal fienile infestato dai piccioni (i cui escrementi contengono tallio) di cui la stessa famiglia ha parlato agli investigatori.

Gli stessi accertamenti, di cui sono attesi gli esiti, sono stati ripetuti, stavolta solo sul cibo, anche a Nova Milanese, dove gli otto componenti della famiglia vivono sotto lo stesso tetto, in quattro diversi appartamenti. In vacanza in Veneto non sono andati solo il figlio e la compagna della 62 enne deceduta, sottoposti oggi per precauzione a test per rilevare eventuali tracce di tallio. Le autopsie di padre e figlia infine, nei prossimi giorni riveleranno in che modo sia avvenuto l’avvelenamento, se per inalazione o ingestione. Altri due casi per avvelenamento da tallio si sono verificati negli ultimi vent’anni in provincia di Udine, a una manciata di chilometri dalla casa vacanze della famiglia Del Zotto.

Nel 2000 era morto un turista austriaco, 75 anni, deceduto all’ospedale di Latisana (Udine) dopo aver bevuto birra avvelenata dal medesimo metallo pesante, mentre era in vacanza nella zona, a Lignano. La Procura di Udine non fu in grado di ricostruire in che modo la birra bevuta dal pensionato fosse stata avvelenata. L’anno precedente si era verificato un altro caso, quello dell’architetto americano Richard Nolan Consalves, 33 anni, deceduto il 18 luglio all’ospedale di Udine, dopo aver bevuto una birra avvelenata da solfato di tallio in casa della suocera, a Camino al Tagliamento (Udine).

L’inchiesta, allora condotta dal sostituto procuratore Giancarlo Buonocore, era però stata archiviata senza alcun iscritto nel registro degli indagati, ripiegando sull’ipotesi di un’eventuale azione di sabotaggio alimentare. Sulla vicenda si era espresso anche il senatore Edward Kennedy, il quale aveva scritto alla Procura di Udine per chiedere chiarimenti.

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