Vacche sacre di ‘ndrangheta in Calabria. Carabinieri dal Friuli per…toccarle

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 8 marzo 2018 9:38 | Ultimo aggiornamento: 8 marzo 2018 11:55
Vacche sacre di proprietà della 'ndrangheta in Calabria. Carabinieri dal Friuli per...toccarle

Vacche sacre di ‘ndrangheta in Calabria. Carabinieri dal Friuli per…toccarle (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Vacche sacre in Calabria. Vacche sacre in Calabria? E quando mai la Calabria si è fatta indù? No, non è che la Calabria e i calabresi si siano convertiti all’induismo. Però le vacche, certe vacche, i calabresi si guardano bene dal toccarle. Perché in Calabria queste vacche sono a loro modo, a calabrese modo, sacre. Le chiamano vacche di ‘ndrangheta. Vacche di ‘ndrangheta? Le vacche si sono fatte una loro cosca ruminante? No, non sono le vacche che si sono fatte una ‘ndrangheta con la coda e le corna, è l ‘ndrangheta che si era fatta le vacche…Ma ricominciamo dal principio.

Calabria, provincia di Reggio Calabria, più o meno Comune di Cittanova, ma solo nel territorio di questo Comune. Da anni ci sono un sacco di vacche che girano libere e nessuno le tocca. Vacche mica tanto mansuete come nei fumetti del burro e del latte. vacche che si sono inselvatichite. Vacche che pesano oltre una tonnellata. Vacche che da anni vagano e hanno causato e causano incidenti stradali e ferroviari, vacche che fanno danni e paura. Ma da anni nessuno le tocca.

Quante siano queste vacche difficile dire perché, se nessuno le tocca, nessuno neanche le conta. Stime più o meno ufficiali, comunque sussurrate dalle autorità, dicono da un minimo di mille fino a un massimo di 1.400 vacche. Non proprio quattro corna. fanno danno, sono incontrollate, incustodite, ingrassano, talvolta devastano, sono tutt’altro che domestiche, causano incidenti. Ma da anni nessuno le tocca queste vacche sacre di Calabria.

Nessuno le tocca perché ai tempi dicevano che le vacche appartenevano a uomini di ‘ndrangheta e lì in Calabria di chi erano figlie quelle vacche si sapeva e ancora si sa. Quindi per non fare sgarbo e magari pagarlo caro lo sgarbo a allevatori chissà ma certo padroni dei bovini, gli uomini di giudizio e di prudenza calabresi le vacche non le toccano. I proprietari non hanno ancora fatto sapere alla popolazione che di quelle vacche se ne fregano oppure no. Nel dubbio la scelta è apparsa naturale e doverosa: catturarle, recintarle, magari abbatterne qualcuna di quelle vacche? E se poi la ‘ndrangheta rivendica il diritto di proprietà originario sulle vacche e magari si offende? E se poi non solo rivendica ma magari si vendica? Meglio non toccare le vacche, in Calabria va così. Per anni.

Ma dicono dalla Calabria che adesso non andrà più così. Dicono le autorità che adesso le vacche saranno una ad una (ci vorrà un bel po’ di tempo) catturate. E contate. E messe in appositi stalli quelle che stanno bene in salute. E abbattute quelle malate. E comunque tutte le vacche sacre di Calabria saranno messe sotto controllo come si fa con le vacche normali. Dicono che l’intoccabilità delle vacche sacre sta per finire.

E forse dicono un po’ di verità le autorità. Perché in Calabria per radunare e contare le vacche sacre di ‘ndrangheta non sono stati chiamati ad esempio i non proprio pochi forestali di Calabria. Sono stati chiamati e arrivano i carabinieri del Friuli. Già, ci vogliono i Carabinieri del Friuli per toccarle le vacche sacre di ‘ndrangheta in Calabria.

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