Vanessa Marzullo: “Io e Greta torneremo in Siria quando potremo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Marzo 2015 13:26 | Ultimo aggiornamento: 23 Marzo 2015 13:27
Vanessa Marzullo: "Tornerò in Siria con Greta". Salvini-Meloni: "Restaci"

Vanessa Marzullo: “Tornerò in Siria con Greta”. Salvini-Meloni: “Restaci”

ROMA – “Io e Greta torneremo in Siria quando potremo“. Vanessa Marzullo parla per la prima volta dal 15 gennaio, giorno della sua la liberazione in Siria, dove, il 31 luglio dell’anno scorso, lei e l’altra volontaria Greta Ramelli erano state rapite dagli jihadisti del fronte Al Nusra. Intervistata da Paolo Berizzi di Repubblica, dice: “Io e Greta torneremo in Siria. Vergogna? Se per vergogna si intende imbarazzo per quello che abbiamo fatto, io non mi vergogno di niente. Anzi, ne vado fiera“.

Immediato arriva il commento del mondo politico. “Se tornano restituiscano i soldi pagati dallo Stato per liberarle”, scrive su Facebook Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia).  E Matteo Salvini (Lega Nord): “Fate volontariato in Italia. Altrimenti facciamo una bella colletta e paghiamo loro un biglietto di solo andata, e i loro genitori firmano un documento che in caso di guai poi pagano loro le spese non il popolo italiano…”. E il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri su Twitter: “Insulto ai cittadini con i cui soldi fu pagato il riscatto”.

Nell’Italia che ha appena pagato il tributo di sangue nell’attentato di Tunisi al Museo del Bardo pochi giorni fa, le polemiche per il riscatto pagato per la liberazione delle due giovanissime cooperanti, appena ventenni, non si sono ancora placate. Le due ragazze hanno sempre difeso la propria decisione. E Vanessa torna a parlare di “fango gettato contro di noi”.

“In questi due mesi è come se mi fossi riparata dentro un guscio: da una parte è stato istinto di autoprotezione. Dall’altra anche un po’ di vergogna. Vergogna non come la intendono tutti quelli che ci hanno buttato addosso palate di fango, gratuito e stupido. L’effetto di quel fango sta passando. Te lo togli via perché sai che è fango strumentale, nato più che altro da beghe politiche. La vergogna che intendo è un’altra. È andare in giro e vedere che uno ti guarda in faccia con l’aria di chi pensa: “Eccola, adesso è qua. Beata e tranquilla. Ma se non c’era lo Stato che pagava… Se non c’eravamo noi cittadini che pagavamo…”. È una sensazione difficile da spiegare. Non ho nessun altro senso di colpa se non quello di avere fatto preoccupare le persone che mi vogliono bene e, ovviamente, anche l’Italia. Abbiamo ringraziato lo Stato, senza il cui intervento non sarei qui in questo momento. Non smetterò mai di essere grata a chi si è adoperato per farci liberare. Greta e io forse siamo state imprudenti. Solo per inesperienza. Ma su questo poi vorrei anche spiegare”.

E spiega:

“Siamo andate in Siria da volontarie con il progetto per il quale abbiamo lavorato per quasi tre anni: “Assistenza sanitaria in Siria”. È dal 2012 che aiutiamo il popolo siriano massacrato da una dittatura tremenda di fronte alla quale il mondo ha fatto e fa ancora finta di niente. A chi ci ha detto che dovevamo andare in Siria con l’Onu dico: ma di cosa stiamo parlando? Sono giovane, non ho niente da insegnare a nessuno. Ma mica vai con l’Onu a portare aiuti. Non funziona così. Sia io che Greta siamo iscritte alla Croce Rossa. Tutte e due volontarie dell’Organizzazione Internazionale di Soccorso. Sulla Siria diffondiamo notizie tramite blog e social network, organizziamo eventi. Abbiamo portato avanti iniziative in Italia: a Bergamo, Milano, Varese (la città di Greta che abita a Besozzo, ndr) . Poi, con questo progetto, abbiamo iniziato a portare aiuti direttamente là, in Siria”.

Vanessa racconta che lei e Greta portavano “medicine, cibo, vestiti, chili di latte in polvere”. Nega che ci siano stati contatti con i guerriglieri islamisti che combattono contro Bashar al Assad e dice:

“Abbiamo sentito e letto veleni di ogni tipo. Affermazioni fantasiose e offensive. Che avevamo storie coi guerriglieri. Che eravamo in Siria per aiutarli. Ci mancava solo dicessero che combattevamo anche noi. Evidentemente c’è qualcuno al quale il volontariato dà fastidio. Se lo fanno due ragazze giovani, ancora peggio. In quelle terre c’è di tutto: banditi, ricattatori, gente senza scrupoli. Ci hanno rapite come purtroppo hanno fatto con altre persone”.