Vasco Errani condannato, motivazioni sentenza: “Non poteva non sapere”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 ottobre 2014 11:43 | Ultimo aggiornamento: 3 ottobre 2014 11:43
Vasco Errani condannato, motivazioni sentenza: "Non poteva non sapere"

Vasco Errani (Foto LaPresse)

BOLOGNA – “Vasco Errani non poteva non sapere”. Questa la motivazione della sentenza della Corte d’Appello che lo scorso 8 luglio ha condannato l’ex governatore della Regione Emilia Romagna, che subito dopo il verdetto ha rassegnato le sue dimissioni.

Nelle motivazioni della sentenza di condanna a 1 anno per falso ideologico,  scrive Luigi Spezia su Repubblica, si legge:

“«è fuori di ogni logica pensare che i due dirigenti (Tiziana Terzini e Valtiero Mazzotti, che avrebbero fatto una relazione «falsa» sul caso Terremerse, «in accordo o con il placet» del presidente della Regione) si possano essere determinati ad ingannare in primo luogo il presidente e diretto superiore ed a falsificare a sua insaputa la relazione, per raggiungere uno scopo estraneo a qualsiasi loro interesse»”.

Repubblica aggiunge:

“L’interesse di quella relazione – da inviare rapidamente in procura per controbattere il Giornale che aveva attaccato Errani a causa del finanziamento di un milione alla coop presieduta dal fratello Giovanni – era del presidente della Regione, e lo dimostrerebbero per i giudici il conferimento dell’incarico a Terzini e Mazzotti «solo verbalmente, senza richiesta scritta e protocollazione»”.

E ancora:

“«L’irritualità del conferimento dell’incarico concludono i giudici si presenta coerente con il fine personalistico e utilitaristico di tutela politica del presidente Errani, e sintomatico della comune consapevolezza di questi e dei dirigenti di occultare le fraudolente irregolarità di TerremerseGiovanni Errani e le compiacenti disattenzioni delle amministrazioni (Regione e Comune di Imola, ndr)»”.

Secondo i giudici dunque “Errani non poteva non sapere” e nella relazione erano stati “volutamente omessi alcuni documenti”:

“come la «notevolissima» variante a costruire una nuova cantina vinicola di Terremerse del 23 maggio 2006, emessa una settimana prima che Giovanni Errani firmasse la fine lavori il 31 maggio, termine ultimo per avere i soldi, nonostante i lavori non finiti. Una «omissione che tradisce il preciso intento di nascondere alla procura che il termine del 31 maggio non poteva essere stato rispettato»”.