Veronica Panarello: “Ho visto Andrea Stival che stringeva un filo intorno al collo di Loris”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 maggio 2019 22:28 | Ultimo aggiornamento: 20 maggio 2019 22:28
Veronica Panarello

Veronica Panarello: “Ho visto Andrea Stival che stringeva un filo intorno al collo di Loris”

ROMA – Spunta una nuova dichiarazione di Veronica Panarello sull’omicidio del figlio di 8 anni Loris Stival. La dichiarazione, riportata da Quarto Grado, riguarda le accuse mosse ad Andrea Stival, suo suocero, da lei accusato del delitto del figlio. “Ho visto Andrea che stringeva un filo intorno al collo di Loris – ha detto Veronica Panarello -. Sono rimasta pietrificata con gli occhi di mio figlio che mi guardavano sbarrati come a implorarmi aiuto, ma non sono riuscita a fare nulla, sono rimasta immobile, incredula”.

La Panarello, condannata a 30 anni per l’omicidio, da tempo ripete di non aver fatto del male al figlio, accusando invece il suocero, che a sua volta ha avviato un procedimento legale nei confronti della donna per calunnia.

“Quando siamo entrati a casa c’era la tv accesa e Loris molto agitato perché aveva scoperto la nostra relazione e voleva dire tutto al padre. Andrea era contrariato e ha iniziato a discutere con mio figlio, poi mi ha chiesto qualcosa per farlo calmare e bloccarlo nel suo intento di chiamare il papà, e io gli ho portato le fascette con le quali ha legato i polsi al bambino”, ha spiegato Veronica Panarello, come riporta la trasmissione di Rete 4.

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La Panarello spiega poi di essersi allontanata: “Sono tornata in camera e in quel momento ho visto Andrea che stringeva un filo intorno al collo di Loris. Sono rimasta pietrificata con gli occhi di mio figlio che mi guardavano sbarrati come a implorarmi aiuto, ma non sono riuscita a fare nulla, sono rimasta immobile, incredula. Solo dopo ho preso le forbici per togliergli le fascette ai polsi, pensando che se non le avesse avute avrebbe potuto difendersi. Da li sono stata come un burattino nelle mani di Andrea. È stato lui a dirmi cosa fare”. (fonte QUARTO GRADO)