Cronaca Italia

Vincenzo Di Sarno, detenuto con tumore: “Napolitano, fammi morire”

Vincenzo Di Sarno, detenuto con tumore: "Napolitano mi dia la pena di morte"

Giorgio Napolitano (Foto Lapresse)

ROMA – Vincenzo Di Sarno ha 35 anni, da cinque è detenuto nel carcere di Poggioreale, con un tumore al midollo osseo. Ha scritto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Non per chiedere la grazia, ma la pena di morte. 

“Illustrissimo signor Presidente, faccio appello a Lei perché oramai sono allo stremo delle forze sia fisiche che mentali… Mi conceda la pena di morte”.

Sono le parole che lui stesso ha scritto, riferite da Antonio Crispino sul Corriere della Sera, e consegnato alla madre, Maria Cacace. Non si chiama Ligresti e non ha il numero della ministra dell’Interno Anna Maria Cancellieri. Questo appello al capo dello Stato è tutto ciò che può fare.

Per il tumore Di Sarno è stato più volte operato. Si tratta di una grave sindrome midollare che comporta una progressiva perdita delle funzioni neurologiche motorie, sensitive e vegetative.

Quando è entrato in carcere, racconta Crispino, Di Sarno pesava 115 kg per 1,85 cm. Adesso pesa 53 kg ed è costretto a stare sulla sedia a rotelle. 

Così per lui l‘eutanasia sarebbe la strada migliore.

“Se potessi, sceglierei la pena di morte: intramuscolo o endovena. Oppure essere inviato in qualche clinica svizzera per effettuare l’eutanasia. Egregio signor Presidente, mi indichi Lei quali di queste strade debbo intraprendere”.

La Corte di Assise di Appello già una volta ha rigettato la richiesta di sostituzione del carcere con gli arresti domiciliari e si è “riservata di decidere sulle autorizzazioni a frequentare centri riabilitativi”.

 

 

 

 

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