Cassazione, foto esplicite a minore su WhatsApp equivale a violenza se**uale

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 Settembre 2020 17:53 | Ultimo aggiornamento: 8 Settembre 2020 17:53
whatsapp, foto ansa

Cassazione, foto esplicite a minore su WhatsApp equivale a violenza se**uale” (foto Ansa)

Per la Cassione è legittimo “contestare la violenza se**uale anche a chi invia foto hard via WhatsApp a un minore”. 

WhatsApp: per la Cassazione, a chi invia foto hard a minori uando questo strumento è  legittimo contestare la violenza se**uale.

Lo ha stabilito la terza sezione penale della Cassazione.

In questo modo è stato respinto il ricorso degli avvocati di un uomo.

la persona era indagata per avere inviato messaggi e foto esplicite ad una ragazza minorenne invitandola a fare altrettanto.

Nel ricorso la difesa aveva precisato che “in assenza di incontri con la persona offesa o di induzione a pratiche sessuali via” di fatto sarebbe difettato “l’atto se**uale”.

Il Tribunale del Riesame però ha sottolineato che “la violenza se**uale risultava ben integrata, pur in assenza di contatto fisico”.

Inoltre il Riesame “ha ravvisato i gravi indizi di colpevolezza del reato contestato nell’induzione allo scambio di foto ero**che”.

Oltre alle foto i gravi indizi erano presenti “nella conversazione sulle pregresse esperienze se**uali ed i gusti er**ici, nella crescente minaccia a divulgare in pubblico le chat”.

L’app al centro delle polemiche: sindaco abolisce gruppi mamme

E l’applicazione per i messaggi istantanei fa discutere anche quando non si tratta di minori e foto esplicite.

Gigi Littarru, il sindaco di Desulo, fa la guerra ai gruppi delle mamme.

Una battaglia personale in vista, soprattutto, della imminente riapertura delle scuole.

Il primo cittadino ha emanato, ironicamente, un’ordinanza che ha postato sulla sua pagina Facebook.

“Constatato altresì che la gran parte dei genitori soprattutto di sesso femminile (ai quali spesso si aggiungono nonne e zie e maestre) ne fa un uso massiccio e talvolta sconsiderato soprattutto per comunicazioni riguardanti la scuola”.
 
“Preso atto purtroppo che la gran parte dei messaggi scambiati in questi cosiddetti “gruppi mamme” consiste di pettegolezzi, fake news, allarmismi, preoccupazioni eccessive”.

Il sindaco fa l’elenco delle preoccuapzioni eccessive: “Dall’unghia incarnita al graffio sottocutaneo, dalla tinta della copertina del quaderno alla pasta stracotta della Mensa, fino ad arrivare al terra piattismo, no VAX, no TAC, no FAX noSTICAZ etc. etc.”. (fonte: Ansa).