Aereo Malaysia scomparso. La Cina: “Ricerche costate quanto una guerra”

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 Aprile 2014 13:05 | Ultimo aggiornamento: 8 Aprile 2014 13:12
Aereo Malaysian scomparso. La Cina: "Ricerche costate quanto una guerra"

Aereo Malaysian scomparso. La Cina: “Ricerche costate quanto una guerra”

PECHINO – Un mese di ricerche del volo MH370 della Malaysia Airlines, scomparso nel nulla lo scorso 8 marzo, è costato alla comunità internazionale quanto una guerra. A farsi il cinico conto è stato un alto funzionario cinese che ha rilevato: “È il prezzo più alto mai pagato nella storia di un soccorso: se si accertasse che qualcuno ha depistato le indagini, potrebbe scoppiare uno scontro vero”. Ora la caccia all’aereo è appesa ad un segnale, presumibilmente della scatola nera, captato da una motovedetta cinese coinvolta nelle ricerche e dalla Ocean Shield, la nave australiana inviata nelle pericolosissime acque dell’Oceano Indiano meridionale. L’ultima speranza dal momento che gli apparecchi hanno un’autonomia stimata di 30 giorni.

E’ partita così una nuova costosissima corsa contro il tempo, ma localizzare le scatole nere non assicura il ritrovamento del Boeing. Se nelle prossime ore la task force delle ricerche ci riuscirà, la Ocean Shield calerà in acqua il piccolo sottomarino autonomo Bluefin-21, che tenterà di individuare i rottami creando una mappa con un apparecchio sonar.

Poi, correnti e tempeste permettendo, potrebbe intervenire una macchina fotografica subacquea. Ma siamo ai limiti della perlustrazione possibile: mille chilometri a sud-ovest di Perth il fondo oceanico scende oltre i 4500 metri di profondità, limite massimo per il Bluefin-21.

Finora per trovare l’aereo scomparso sono stati mobilitati mezzi civili e militari da 26 Paesi. Milioni di dollari di investimenti e migliaia di km quadrati setacciati senza successo: solo l’Australia per muovere una delle sue navi spende mezzo milione di dollari al giorno. Il Dipartimento della Difesa Usa ha stanziato 4 milioni di dollari per aiutare le ricerche e il Pentagono ha deciso di spendere 3.6 milioni per coprire i costi di un localizzatore sottomarino. Il ministero della Difesa giapponese ha destinato 8,8 milioni di dollari all’emergenza, e come tutti i Paesi che partecipano alle ricerche un numero altissimo di soldati, navi, elicotteri e aerei da ricognizione.

Resta il mistero su come sia possibile che un aereo di linea possa scomparire dagli schermi dei radar civili e militari per così tanto tempo e in una zona così vasta. Comunque la pista che appare più concreta è quella dei segnali acustici che hanno spostato l’attenzione a circa 2500 km a sud ovest della città australiana di Perth. Lì alcuni satelliti australiani avrebbero individuato degli oggetti galleggianti. Ma non c’è nessuna conferma ufficiale che appartengano al Boeing scomparso.

Nel 2009, quando precipitò l’Air France Rio-Parigi, le scatole nere vennero recuperate cinque giorni dopo, ma per trovare la carcassa ci vollero 23 mesi.