Aereo russo, la mente dell’attentato è leader egiziano Isis

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Novembre 2015 8:38 | Ultimo aggiornamento: 8 Novembre 2015 8:38
I resti dell'aereo russo precipitato nel Sinai (foto Ansa)

I resti dell’aereo russo precipitato nel Sinai (foto Ansa)

LONDRA – L’organizzatore dell’attentato contro l’Airbus A321 della russa Metrojet, esploso in volo sabato scorso con 224 persone a bordo, è un egiziano. Si chiama Abu Osama al-Masri ed è il leader dei miliziani che da anni infestano il Sinai, “Ansar al Beyt al Maqdis”, la formazione che lo scorso anno si è legata all’Is, facendo il rituale atto di sottomissione al sedicente califfo Abu Bakr al Baghdadi. E’ quanto rivela il Sunday Times citando fonti dell’intelligence britannica, che hanno riconosciuto la sua voce come il primo a rivendicare l’attentato sul web.

L’Mi6 ritiene che un uomo di al-Masri abbia approfittato di un complice tra i dipendenti dell’aeroporto di Sharm el Sheickh per far imbarcare un bagaglio con dentro un ordigno, forse una bombola da sub, eludendo i controlli di sicurezza.

Emerge anche la possibilità non ancora confermata ufficialmente, che siano stati cosidetti ‘foreign fighters’ britannici membri di Is ad aver costruito l’ordigno che potrebbe aver fatto saltare in aria sabato scorso l’aereo russo. Lo riferisce questa volta il Sunday Telegraph citando fonti di intelligence secondo le quale nelle intercettazioni effettuate dagli 007 del Gchq (l’agenzia di intercettazione britannica equivalente alla più celebre Nsa americana) sono stati riconosciuti nei messaggi diffusi sulla rete dai jihadisti che esultavano per l’attentato, persone che parlavano con spiccati accenti di Londra e Birmingham.

Missile contro aereo inglese. Tutto questo mentre l’Egitto cambia di nuovo versione sul presunto incidente ad un volo britannico su Sharm lo scorso 23 agosto, volo che sarebbe stato sfiorato da un missile. Contrordine che proviene dal sempre più in difficoltà governo egiziano, che sta vedendo aumentare il rischio che una delle poche fonti di guadagni legati al turismo, il resort di Sharm el Sheickh sul Mar Rosso, rischi di veder ridurre l’afflusso di stranieri.

In un triplice twitter il portavoce del ministero degli Esteri del Cairo (@MfaEgypt), Ahmed Abu Zeid, ha cambiato versione (la cui accuratezza è stata a sua volta smentita da un altro quotidiano di Londra) sull’incidente. Ieri Il Cairo – pur di negare che si fosse trattato di uno scampato attentato – aveva sostenuto che il missile era stato sparato per errore dai suoi soldati durante un’esercitazione. Abu Zeid ha definito nel primo twitter ” irragionevoli e del tutto imprecise le accuse del Mail secondo il quale un aereo britannico abbia ‘evitato un missile egizianò ad agosto. Nel secondo ha sostenuto che ” l’incidente ha riguardato un esercitazione di fuoco terra-terra in una base militare a pochi km dall’aeroporto di Sharm, non un’esercitazione terra-aria”.