I “novelli Hemingway” che minacciano il leone africano

Pubblicato il 2 Marzo 2011 17:00 | Ultimo aggiornamento: 2 Marzo 2011 17:14

JOHANNESBURG – Il re della foresta minacciato dagli emuli di Hemingway: secondo una coalizione di organizzazioni ambientaliste, la caccia grossa sta mettendo a rischio di estinzione i leoni africani, e i principali responsabili sono i cacciatori provenienti dagli Stati Uniti. ”Il leone africano è una specie in situazione critica”, ha detto Jeff Flocken, un portavoce dell’International Fund for Animal Welfare (Ifaw), uno dei gruppi della coalizione ambientalista, citato oggi dall’edizione online del settimanale sudafricano ‘Mail-Guardian’, ”Sta andando verso l’estinzione, eppure gli americani continuano a uccidere leoni per divertimento”.

Secondo i gruppi ambientalisti, 100 anni fa in Africa c’erano 200.000 leoni. Ora allo stato selvaggio ne sono rimasti 40.000, secondo alcune stime; 23.000, secondo altre. Sono scomparsi dall’80% delle zone che un tempo erano loro incontrastato terreno di caccia; sono del tutto estinti in 26 Paesi. Restano sopra il migliaio solo in sette Paesi – Botswana, Etiopia, Kenya, Sudafrica, Tanzania, Zambia e Zimbabwe – secondo l’organizzazione ambientalista Panthera. Il declino è dovuto al perenne conflitto con le popolazioni rurali umane e al restringersi degli spazi vitali per i grandi predatori; ma anche alla passione per la caccia grossa diffusa soprattutto fra i ricchi americani, alla ricerca delle emozioni forti descritte negli impareggiabili racconti di Ernest Hemingway (1899-1961).

Tra il 1999 e il 2008, due terzi dei 5.663 leoni abbattuti in partite di caccia grossa sono finiti negli Usa; e il numero di trofei riportati a casa dai cacciatori americani è raddoppiato in questi 10 anni. Gli americani sono anche i maggiori acquirenti di carcasse o parti di carcasse di leoni: oltre alla pelle intera o alla testa, sono richiesti artigli, zanne, parti dello scheletro e anche il pene. Per questo la coalizione ambientalista – oltre all’Ifaw, Humane Society of the United States, Humane Society International, Born Free, Defenders of Wildlife – hanno presentato martedì un appello alla Casa Bianca chiedendo di proibire l’importazione di trofei di leoni e di parti delle loro carcasse, come già avviene per il leopardo, la tigre e il giaguaro.

Dei grandi felini, infatti, solo il leone non è protetto, ha detto Flocken. Ci tuttavia sono esperti di ambiente naturale che mettono in guardia da un bando totale della caccia. Secondo Luke Hunter (che guarda caso significa ‘Cacciatore’), vicepresidente di Pantera, esso spingerebbe i governi a sostituire gli introiti in valuta forte dei safari (per abbattere un leone si pagano migliaia di dollari) trasformando le riserve di caccia in terre agricole o per allevamento, distruggendo così ulteriormente il sempre più limitato habitat dei grandi predatori.