Ali Zeidan, liberato il premier della Libia: rapito per vendetta di Al Qaeda

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Ottobre 2013 11:40 | Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre 2013 12:07
Ali Zeidan, liberato il premier della Libia

Ali Zeidan (Foto LaPresse)

RIPOLI –  Ali Zeidan è stato rilasciato. Il premier della Libia, riferiscono fonti della sicurezza, è stato liberato dal gruppo armato che lo aveva rapito all’alba del 10 ottobre a Tripoli.

Dietro il rapimento lampo potrebbe esserci una vendetta di Al Qaeda e subito la Nato si era mossa chiedendone la liberazione e annunciando che sarebbero stati “pronti a intervenire“.

Mohamed Abdelaziz, ministro degli Esteri libico, ha confermato all’Afp il rilascio del premier e ha dichiarato: “Ali Zeidan è stato liberato. Ma non disponiamo ancora di dettagli sulle circostanza della sua liberazione”.

IL RAPIMENTO – Il rapimento di Zeidan è stato pianificato dal gruppo di ribelli “Camera dei rivoluzionari di Libia” come vendetta per la cattura di Abu al Libi, terrorista di Al Qaeda. Poco dopo il sequestro una foto sua foto è stata diffusa dai rapitori e riportata da Al Arabiya.

VENDETTA AL QAEDA – Gruppi estremisti libici nei giorni scorsi hanno accusato Ali Zeidan e il suo governo di aver autorizzato segretamente il raid delle forze speciali Usa che il 5 ottobre scorso ha portato alla cattura a Tripoli di Abu al-libi, terrorista di Al Qaida considerato la mente delle stragi di Nairobi e Dar es Salam del 1998.

PREMIER  ANTI GHEDDAFI – Il premier di 63 anni è stato designato alla guida del governo dal Congresso Generale Nazionale libico il 14 ottobre 2012. Prima della rivoluzione del 17 febbraio 2011 che portò alla caduta del dittatore Muammar Gheddafi, Zeidan è stato negli anni Settanta diplomatico del regime di Gheddafi in India fino alla sua defezione e il suo esilio in Svizzera e Germania, nel 1980, e la sua adesione al ‘Fronte Nazionale per la Salvezza della Libia’, movimento in prima linea di opposizione al regime. Per oltre 30 anni anti gheddafiano, è stato un avvocato per i diritti umani a Ginevra e considerato da molti come un liberale.

INVIATO CNT IN UE – Durante la rivoluzione ha ricoperto il ruolo di inviato in Europa per il Consiglio Nazionale di Transizione (Cnt) ricoprendo un ruolo chiave nel convincere l’allora presidente francese Nicolas Sarkozy a sostenere le forze anti Gheddafi. Dopo la rivoluzione ritornò in Libia dove divenne parlamentare.

DAL CNT A PREMIER – In seguito ai tentativi falliti dell’ex Premier Mustafa Abu Shagur di formare un governo accettato dalle varie fazioni politiche, Zeidan diede le dimissioni dal Congresso Generale Nazionale e si candidò alla posizione di Premier avendo la meglio su Muhammed Al Harare, il candidato favorito del Partito giustizia e Costruzione, ala politica dei Fratelli musulmani in Libia.

Zeidan, che ha avuto il sostegno della coalizione dei leader liberali del Fronte per l’Alleanza Nazionale per la sua nomina a primo ministro, si disse pronto a prendere in considerazione anche il punto di vista dei Fratelli Musulmani. Nel ruolo di premier, si è trovato ad affrontare l’arduo compito di ripristinare i servizi di base e, soprattutto, la sicurezza, disarmando le varie milizie e gli ex-ribelli che hanno combattuto la rivoluzione che ha portato alla cattura e all’uccisione di Gheddafi.