California, il killer della strage al festival dell’aglio è un italo-iraniano suprematista

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Luglio 2019 19:30 | Ultimo aggiornamento: 29 Luglio 2019 19:39
California, il killer della strage al festival dell'aglio è un italo-iraniano suprematista

Santino William Legan, il killer della strage al festival dell’aglio in California

SAN FRANCISCO – Si chiamava Santino William Legan aveva 19 anni, e sul suo account Instagram, che è stato bloccato, aveva due bandiere, una italiana e l’altra iraniana, e contenuti che potrebbero rimandare al suprematismo bianco. Si va delineando l’identità del giovane che ha sparato al Garlic Festival di Gilroy, in California, dove ha ucciso tre persone, tra le quali un bambino di 6 anni, prima di essere ammazzato. Quindici invece i feriti. Un profilo con il suo nome è stato oscurato ma alcuni utenti su Twitter hanno fotografato gli unici tre post dell’account.

Uno, inquietante, sembra essere stato messo poco prima della strage: appare una foto scattata al Festival e un messaggio offensivo sulla manifestazione, definita una “m… sovrastimata”. In un altro il giovane invitava a leggere ‘Might Is Right’ di Ragnar Redbeard (che in realtà è uno pseudonimo): un testo della fine dell”800 che invoca il darwinismo sociale e l’innata superiorità della razza anglosassone. Il libro, pieno di contenuti misogini, anti-semiti e razzisti, è stato definito da uno storico revisionista americano, James Martin, “uno dei lavori più incendiari mai pubblicati”. “Perché – scriveva Legan, citando Redbeard – città sovraffollate aprono nuovi spazi per ospitare orde di meticci e di fessi bianchi della Silicon Valley”.

La famiglia di Legan vive a San Jose, non lontano dal luogo del massacro. Secondo il sito americano heavy.com, il fratello, Rosino, è un pugile amatoriale che aveva cominciato al liceo una battaglia, con tanto di raccolta di firme, per abbattere i costi degli studi universitari. Il nonno di Legan, Tom, uscito dall’Accademia militare americana di West Point e morto nel maggio dell’anno scorso, aveva servito come ufficiale in Corea e poi completato il suo servizio di stanza in Germania. Una volta lasciata la vita militare, il nonno aveva lavorato nel privato, come direttore marketing, finendo nei guai per un’accusa di stupro sulla figlia maggiore, da cui venne poi scagionato. Il padre di Santino, invece, è stato un campione locale di atletica e corsa su strada. Il suo vecchio allenatore, e amico, Jerome Turcan, aveva pubblicato appena una settimana fa su Facebook una foto con lui. Oggi ha aggiunto, a commento, solo un emoticon per esprimere dolore. (fonte AGI)