Datagate, Edward Snowden chiede asilo a 15 Paesi. Obama: spiegheremo all’Europa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Luglio 2013 16:52 | Ultimo aggiornamento: 1 Luglio 2013 18:48
Datagate, dopo il no Ecuador Edward Snowden chiede asilo a 15 Paesi

Edward Snowden (Foto Lapresse)

MOSCA  – Dopo il no dell’Ecuador Edward Snowden tenta una mossa disperata: la “talpa” del Datagate ha chiesto asilo politico in 15 Paesi, consegnando la lista al ministero degli esteri russo. E secondo Ellen Barry, corrispondente del New York Times, tra i 15 ci sarebbe anche la Russia.

Al momento Snowden è ancora bloccato nell’area internazionale dell’Aeroporto Sheremetevo di Mosca. E mentre si fa tesissima l’atmosfera tra Washington e Bruxelles ( e tutte le capitali europee), Barack Obama cerca di calmare le acque: “Forniremo tutte le informazioni sul Datagate agli alleati”.  Obama ha detto che la sua amministrazione contatterà tutti gli alleati europei per rispondere alle loro preoccupazioni. Questo, però, solo dopo aver studiato in maniera approfondita le accuse di spionaggio mosse agli Usa da alcuni articoli di stampa.

Il presidente americano ha anche ribadito di stare lavorando per l’estradizione della “talpa” dalla Russia. Ma da Mosca il presidente Vladimir Putin non sembra proprio voler cedere. Ha spiegato che Snowden, se vorrà, potrà restare in Russia, a patto di “cessare il suo lavoro volto a danneggiare i nostri partner americani”. Putin ha anche specificato che Mosca non intende estradare l’ex consulente della Nsa (National Security Agency).

Dopo le ultime rivelazioni sullo spionaggio Usa anche in Europa si aprono nuove prospettive per l’ex consulente della Nsa (National Security Agency), agenzia di intelligence americana.

Il ministro degli Esteri italiano, Emma Bonino, ha chiesto ufficialmente agli Stati Uniti conto delle operazioni di spionaggio al governo statunitense.

In Germania i Verdi, ma non solo loro, hanno proposto che l’Europa offra rifugio a Snowden: ”Dovrebbe avere qui in Europa un ricovero sicuro, dal momento che ha reso un servizio all’Europa rendendo noto l’attacco massiccio nei confronti dei cittadini e delle imprese europee” da parte dello spionaggio statunitense. Per Trittin ”gli americani si comportano esattamente come accusano di fare i cinesi”.

La stessa richiesta viene fatta in Francia dall’estrema sinistra al presidente Francois Hollande. Il primo a lanciare la proposta è stato il leader del Front de Gauche, Jean-Luc Melenchon, secondo cui la Francia dovrebbe accogliere Snowden ”perché quest’uomo è un benefattore” e un ”difensore della libertà”. Lo stesso Hollande è stato perentorio, a modo suo: “Lo spionaggio dell’Europa da parte degli Stati Uniti deve cessare immediatamente”.  E intanto Snowden cerca una via d’uscita. E di salvezza.