Ebola, torna l’incubo: in Congo emergenza internazionale. Ultimo focolaio 1665 morti, contagiati 750 bambini

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Luglio 2019 12:17 | Ultimo aggiornamento: 18 Luglio 2019 12:18
Ebola, torna l'incubo in Congo, emergenza per Oms

Emergenza sanitaria in Congo per l’ultimo focolaio di Ebola

ROMA – Cresce l’allarme per l’epidemia di Ebola in corso nella Repubblica democratica del Congo e ieri l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha deliberato lo stato di ‘Emergenza Internazionale di Salute Pubblica’. La decisione arriva dal Comitato istituito dall’Oms, che si è riunito a Ginevra per la quarta volta dall’inizio dell’epidemia nel paese africano, lo scorso ottobre.

Ultimo focolaio Ebola, 1665 morti

Fino ad oggi, a causa dell’ultimo focolaio, quasi 2.500 persone sono state contagiate in Congo, di cui 1.665 sono morte. E la situazione era stata giudicata particolarmente allarmante già nei giorni scorsi dopo il primo contagio avvenuto a Goma, grande città nell’est del Congo. Anche l’Unicef lancia un allerta per la tragedia che sta colpendo in particolar modo i bambini: in Congo, 750 bambini sono stati colpiti dal virus Ebola (31% dei casi) ed il 40% ha meno di 5 anni.

“Bambini i più colpiti”. Questa epidemia, ha avvertito Marixie Mercado, portavoce dell’Unicef al Palazzo delle Nazioni a Ginevra, “sta contagiando un maggior numero di bambini rispetto alle precedenti. Al 7 luglio, si erano verificati 750 contagi fra i bambini. Questo numero rappresenta il 31% del totale dei casi, rispetto a circa il 20% nelle epidemie precedenti. I bambini piccoli, con meno di 5 anni, sono particolarmente colpiti e a loro volta stanno contagiando le donne. Fra gli adulti, le donne rappresentano il 57% dei casi”.

67% di mortalità, sotto i 5 anni 77%. Mercado ha inoltre sottolineato che il tasso di mortalità della malattia per i bambini con meno di 5 anni è del 77%, rispetto al 67% di tutti i gruppi di età: “Prevenire i contagi fra i bambini deve essere al centro della risposta all’Ebola”, ha affermato. E c’è anche un’altra grave emergenza che sta emergendo: “I bambini che sono rimasti orfani a causa della malattia hanno bisogno di cure e supporto a lungo termine, fra cui la mediazione con le famiglie allargate che – ha spiegato Mercado – si rifiutano di accoglierli”. (fonte Ansa)