Edward Snowden bloccato in aeroporto a Mosca: “Non può comprarsi biglietto”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Giugno 2013 9:36 | Ultimo aggiornamento: 26 Giugno 2013 9:36
Edward Snowden bloccato in aeroporto a Mosca: "Non può comprarsi biglietto"

Edward Snowden bloccato in aeroporto a Mosca: “Non può comprarsi biglietto”

MOSCA – Edward Snowden, la “talpa” del Datagate, è ancora bloccato nella zona transito dell’aeroporto Sheremetevo di Mosca. Una fonte dell’entourage di Snowden citata dall’agenzia Interfax racconta che l’ex agente accusato di spionaggio non può comprarsi un nuovo biglietto dal momento che gli Usa gli hanno annullato il passaporto.

Snowden non può né entrare in Russia né acquistare un nuovo biglietto aereo e quindi è bloccato in aeroporto. Snowden è arrivato da Hong Kong a Mosca domenica scorsa, accompagnato da una giornalista ed esperta legale britannica, Sarah Harrison, che fa parte del team giuridico di Wikileaks. Nei giorni scorsi il trentenne americano aveva ricevuto dal governo ecuadoregno anche un documento di rifugiato per un transito sicuro.

Ma il presidente russo Vladimir Putin ha messo ieri in chiaro le cose: non lo consegnerà agli Stati Uniti, perché non ha nessun accordo di estradizione, ha spiegato il leader russo, respingendo poi le accuse americane come “deliranti e sciocche”. Ma nello stesso tempo si è augurato che la vicenda non intacchi le relazioni bilaterali ed ha auspicato che Snowden parta al più presto: “Quanto prima sceglierà la sua destinazione finale, tanto meglio sarà per lui e per noi”.

Una patata bollente di cui Putin vorrebbe liberarsi al più presto: la destinazione potrebbe essere il Sudamerica. Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha infatti fatto sapere che se dovesse giungergli una richiesta di asilo politico, il governo “chavista” sarebbe pronto a “valutarlo”, così come ha già fatto l’Ecuador.

Putin però, dopo due giorni di imbarazzi con Washington, sembra non voler più tirare la corda per non spezzare i già fragili legami con la Casa Bianca. E sdrammatizza sul caso che, come quello del fondatore di Wikileaks Julian Assange, rischia di fare tanto rumore per nulla: “È come tosare un maialino, tanti grugniti ma poco pelo”.

Come nei migliori film di spionaggio: mentre l’amministrazione Obama preme su Mosca perché lo estradino negli Usa e le intelligence di tutto il mondo lo tengono sotto osservazione, la talpa della Nsa ha intanto elaborato un ‘piano B’. Ha consegnato a persone di fiducia i file criptati dei segreti strappati al governo di Washington.

Se qualcosa di brutto dovesse succedergli i documenti verrebbero immediatamente resi di pubblico dominio. Lo ha detto al sito The Daily Beast Glenn Greenwald, l’attivista-blogger del Guardian che ha veicolato le scoperte di Snowden.

”Edward ha preso precauzioni estreme per garantirsi che parecchie persone in varie parti del mondo avessero gli archivi e assicurare che le storie saranno inevitabilmente pubblicate”, ha detto Greenwald aggiungendo che i destinatari dei file non li possono ancora aprire perché non hanno la password. Se però qualcosa dovesse succedere a Snowden, ”mi ha detto che ha organizzato le cose in modo che potranno accedere agli interi archivi”, ha aggiunto Greenwald.

Aveva minacciato di fare lo stesso Julian Assange nei giorni caldi della sua odissea giudiziaria in Gran Bretagna. Il fatto che Snowden abbia diffuso copie digitali dei documenti a cui ha avuto accesso mentre lavorava per la Nsa pone nuove sfide all’intelligence Usa. Anche se le autorità di Washington riusciranno a catturarlo e a mettere le mani e sui quattro laptop che secondo il Guardian avrebbe portato con sé a Hong Kong, i segreti di cui la ‘gola profonda’ è in possesso saranno probabilmente pubblicati.

Nessuno sa esattamente cosa e quanto ci possa essere nell’archivio Snowden. Lo stesso Greenwald ha detto di essere in possesso di migliaia di documenti, una cifra ben più alta dei circa 200 file che la presidente della Commissione Intelligence Dianne Feinstein ha riferito in Senato.